venerdì 30 aprile 2010

Frammartino(Prc): salvaguardare lavoratori Lsu

"Le assicurazioni avute dall'amministrazione provinciale di Matera riguardo gli impegni nei confronti dei ex Lsu utilizzati in questi anni nella manutenzione delle strade, fugano le preoccupazioni da noi espresse in questi giorni.
L'impegno preso con il Prc dall'assessore Smaldone e del presidente Stella di mantenere fede al programma elettorale, che prevedeva al primo punto la questione del lavoro e la salvaguardia occupazionale per oltre i 60 lavoratori ex Lsu, risponde alle perplessità da noi espresse in questi giorni". Lo afferma in un comunicato Ottavio Frammartino, della direzione regionale del Prc.

Questo - prosegue - nella consapevolezza di un bilancio difficile, penalizzato da un patto di stabilita scaturita della manovra finanziaria del governo Tremonti – Berlusconi che sono devastanti non solo sul piano quantitativo ma anche sul piano qualitativo: in analogia con quanto è avvenuto per la scuola, infatti, attraverso i tagli dei trasferimenti ed il rigore punitivo del “patto ”, si delinea una vera e propria controriforma del ruolo degli enti locali, che mette in discussione, insieme all’autonomia finanziaria, i diritti sociali dei cittadini a partire dai più deboli, e la possibilità di partecipazione democratica alle scelte degli enti pubblici.
Si è consumato, con questi provvedimenti, un gravissimo attacco all’autonomia finanziaria in palese contrasto, peraltro, in maniera evidente con la fretta demagogica con cui si vuole approvare federalismo fiscale, senza aver prima definito le funzioni proprie dei comuni e delle provincie e la certezza dei diritti per tutti i cittadini".

Un federalismo - sottolinea Frammartino - che possiamo chiamare la secessione dei ricchi, che ulteriormente potrebbe aumentare il divario tra nord e sud, per cui dobbiamo essere pronti a gestire la fase dell’approvazione della legge sul federalismo fiscale, promuovendo un dibattito di massa a partire da subito, con il coinvolgimento delle assemblee elettive di tutti i i livelli istituzionali e, successivamente, aprendo un’iniziativa sul punto più controverso di questa legge: vale a dire i livelli essenziali delle prestazioni in nome dell’esigenza di un’offerta qualitativa e quantitativa che sia davvero omogenea dei servizi su tutto il territorio nazionale. Una grande mobilitazione delle forze democratiche del sud, per affermare un federalismo cooperativo e non competitivo in virtù del quale non devono venire meno le grandi conquiste sociali del dopoguerra che non è solo l' unità formale della Repubblica, ma anche l’unità sociale".

giovedì 29 aprile 2010

D'Alema: «Fini è un interlocutore»

Come era prevedibile l'intervista del Corriere della sera a Massimo D'Alema ha sollevato qualche polemica nel mondo politico. Il presidente del Copasir ha parlato molto del presente e del futuro, dicendo chiaramente che dal suo punto di vista sarebbe un ''errore'' non comprendere che il presidente della Camera Gianfranco Fini è un "interlocutore'' per il centrosinistra mentre il Paese avrebbe bisogno di riforme ma non si vedono «le condizioni per farle in questa legislatura». «La crisi che si è aperta nel centrodestra è vera e profonda, non è uno scontro personale o una sceneggiata», e ci sono alcuni temi su cui serve uno «spirito bipartisan», dunque "non vedere che si è aperto un grande problema che riguarda le prospettive stesse del sistema democratico e che Fini su questo può essere un interlocutore sarebbe un altro errore». «Fini non è diventato di sinistra e non è l'alleato di operazioni strumentali, ma è l'interlocutore importante di un centrosinistra che capisce che il Paese non si può più governare in questo modo". D'Alema, però, si mostra scettico sulla possibilità di avere riforme in questa legislatura. «Noi - afferma - siamo convinti che questo Paese abbia bisogno di riforme fondamentali, ma finora non vedo le condizioni per farle in

questa legislatura. Come dicevo, le riforme comportano scelte coraggiose» L'ex premier sgombra il campo da ipotesi trasversali e assicura che il patto repubblicano proposto da Bersani riguarda la difesa e la riforma della Repubblica, non «confuse ammucchiate che Bersani certo non propone». A parte i commenti dal centrodestra, da sinistra sono arrivate le critiche più dure. «È un contorcimento politicista, esempio di una cultura politica che non vuole fare i conti con la sconfitta". Nichi Vendola, portavoce di Sinistra e libertà, replica secco alle parole di Massimo D'Alema, che sempre nell'intervista ha detto che la data della scelta del candidato premier del centrosinistra deve essere rimandata a "qualche mese prima del voto" in base a una scelta delle forze di opposizione in Parlamento (Pd, Idv e

Udc) senza chiusure verso gli altri movimenti. «Il Pd - prosegue Vendola - vive arroccato in un palazzo e

non si accorge della domanda di cambiamento forte che viene dal Paese ed ha una visione arroccata e politicista. Le primarie sono un processo di riappropriazione della politica da parte di settori significativi della popolazione. La sinistra può tornare a vincere se si mette al centro di un processo che vede protagonisti i cittadini». Vendola afferma che si incontrerà con Bersani, ma «per dirci cose sensate. Io vorrei capire qual è il percorso del Pd. Non lo capisco, non ho capito il loro congresso, non capisco il loro percorso». Per Vendola l'attuale linea politica dei democratici, ad esempio sulla raccolta di firme contro la privatizzazione dell'acqua per una petizione ma non per il

referendum, «è un minuetto, è una politica cicisbea». Molto più trachant il giudizio di Oliviero Diliberto, del Pdci: «Ancora una volta - come se la storia passata e recente non ci avesse insegnato nulla - si torna a un modo di ragionare stantio e perdente e, D'Alema me lo permetta, tutto politicista», ha scritto il segretario del Pdci su Facebook a quanto riferito da una nota. «Il tema delle alleanze viene affrontato alla giornata, legato ai fatti contingenti, senza nessuna prospettiva di contenuti, ha aggiunto. «Il vero progetto su cui spendere le proprie forze è la ricostituzione del centrosinistra, delle forze che si somigliano e hanno a cuore cose analoghe", ha spiegato.

«Nell'intervista di D'Alema c'è ancora una volta la logica del ceto politico che vive arroccato nel Palazzo, che si

attorciglia attorno a un ipotetico Cln aperto a Fini, ma davvero D'Alema pensa che i votanti del Pd e del

centrosinistra possano seguirlo su questa strada?»

in data:29/04/2010

Grecia, il governo costretto a seguire la ricetta del Fondo monetario

Oggi riunione d’emergenza del governo greco che ha deciso i tagli della tredicesima e della quattordicesima dei dipendenti pubblici. Ha inoltre congelato i salari dei dipendenti privati, per cui sarà annullato qualsiasi meccanismo di incentivazione. Tagliati anche tredicesima e quattordicesima dei pensionati. Stabilito dall’esecutivo anche l’aumento di due punti dell’Iva. Queste le misure di austerità che avranno effetto sia nel settore pubblico che in quello privato. L'unico modo per poter avere i soldi destinati dall'Unione Europea e dal Fmi. Insomma le loro condizioni. Fonti interne dicono che il governo ha accettato di aumentare le tasse e tagliare la spesa pubblica, mentre sarà più facile per le aziende private assumere e licenziare. Nel settore privato, le aziende con più di 200 lavoratori potranno licenziare in tronco fino al 4% della forza lavoro (rispetto al 2% fino ad oggi). Ci sarà inoltre un ritiro graduale delle tredicesime e quattordicesime, nei prossimi 5 anni. I lavoratori avranno la possibilità di concordare i salari dei prossimi 12 mesi in modo che non si trovino improvvisamente con un taglio netto delle entrate. Saranno fatti passi per porre fine ai contratti collettivi per certe professioni. Nel settore pubblico i lavoratori perderanno tredicesima e quattordicesima e gli incentivi, che sono già stati tagliati del 30 % e saranno ridotti di un altro 5%. Questo rappresenterà un risparmio di 1,7 miliardi di euro che corrispondono allo 0,6% del pil della Grecia. Se il governo si rifiuterà di prendere queste misure dovrà aumentare le tasse indirette, inclusa l'Iva. Inoltre ci sarà un congelamento delle assunzioni nel settore pubblico per diversi anni e i contratti in scadenza non saranno rinnovati. In ultimo il governo dovrà vendere o chiudere le organizzazioni pubbliche che perdono soldi.

Una crisi di insolvenza della Grecia avrebbe un impatto "incalcolabile" sui mercati finanziari e sugli altri stati, sostiene il presidente della Bundesbank, Axel Weber sulla Bild. "Nella situazione attuale - dice Weber - l'impatto sul mercati finanziari e sugli altri stati sarebbe incalcolabile. La migliore soluzione e' quella di un aiuto finanziario legato a rigide condizioni". Su questo si è creato l'asse Barack Obama e Angela Merkel. I due capi di Stato si sono detti d'accordo sulla necessità di assicurare alla Grecia un "aiuto tempestivo". La Casa Bianca ha riferito che il presidente americano ha avuto ieri un colloquio telefonico con il cancelliere tedesco. I due leader, e' spiegato in un comunicato, "hanno discusso l'importanza di un'azione risoluta e di un aiuto tempestivo dell'Fmi e dell'Europa". Intanto il piano di salvataggio per la Grecia pare destinato a lievitare a 100-120 miliardi di euro in tre anni, di cui 45 gia' da quest'anno. Ieri i vertici del governo tedesco si sono incontrati con il presidente della Bce Jean Claude Trichet e con il numero uno del Fmi Dominique Strauss-Kahn. Lunedi' il Parlamento tedesco dovrebbe approvare una legge che prevede 8,4 miliardi di aiuti per la Grecia per il 2010 e nel weekend si concluderà il negoziato ad Atene tra Bce, Fmi, commissione Ue e governo greco.

Ma dopo Portogallo e Grecia, Standard & Poor’s ha tagliato anche il rating della Spagna portandolo ad «AA» dal precedente «AA+». Le prospettive sul rating spagnolo sono «negative», cioè non è escluso un ulteriore «downgrade». La decisione dell’agenzia di rating si basa sulle previsioni macroeconomiche nel medio e lungo termine. «Crediamo che la stagnazione in cui si trova l’economia spagnola – si legge nel documento pubblicato da Standard S Poor’s – durerà più di quanto avevamo previsto in precedenza». Le stime di crescita del Pil spagnolo passano dall’1% annuo tra il 2010 al 2016 allo 0,7%. Meno crescita meno entrate e quindi più problemi per Madrid a rimborsare il proprio debito. E mentre arrivano i tanto sospirati aiuti per l’agonizzante economia greca, le borse europee continuano ad annaspare. Il calo peggiore, mercoledì 28 febbraio, lo ha fatto ovviamente registrare la Spagna (-2,99%) seguita da Milano (-2,43%) e Parigi (-1.5). In controtendenza, invece, Atene, rinfrancata dallo sblocco della situazione relativa agli aiuti la borsa greca ha fatto registrare un +0.94%. Che la crisi greca sia “contagiosa” al contrario di quanto affermato dal portavoce della Commissione Ue Olli Rehn lo dimostra anche il cambio euro dollaro. A fine giornata un euro vale 1.32 dollari, il minimo dell’ultimo anno. La colpa è proprio dei continui tagli di rating che fanno scricchiolare la stabilità dell’Eurozona: non a caso la moneta europea perde terreno anche rispetto a yen e sterlina. Intanto arrivano gli aiuti europei e del Fondo Monetario internazionale alla Grecia: oltre 100 milioni in 3 anni. La Grecia dovrà metterci del suo e imporsi una robusta cura dimagrante. Giovedì sapremo se i mercati credono o meno nella “resurrezione” dei greci. Intanto il Fmi fa sapere che non bisogna credere "troppo" alle agenzie di rating.

aggiornato ore 17.19 del 29 aprile 2010

Il messaggio di Paolo Ferrero a Synaspimos

Caro Alexis, cari compagni e compagne, quello che sta accadendo in Grecia riguarda tutte e tutti noi. Le politiche neoliberiste su cui si è costruita l'integrazione europea, politiche praticate in modo pressoché indistinto dai vari governi del nostro continente, ci hanno portato all'attuale crisi economica. Adesso, coloro che sono all'origine della crisi vogliono scaricarne i costi sui lavoratori, le donne, i giovani precari, tagliando lo stato sociale, i diritti, i salari e preservando i privilegi di padroni e speculatori. In nome della stabilità finanziaria si vuole produrre una vera e propria macelleria sociale, che oggi tocca alla Grecia, ma domani colpirà altri paesi europei.

Usano la paura per dividere i popoli e perpetrare un modello economico e sociale che produce sempre più ingiustizia, disuguaglianza e precarietà. Per questa via aggravano la crisi che è prodotta proprio dalla protervia delle politiche sociali praticate. Sono quindi pienamente d'accordo con te. Non basta sostenere le vostre rivendicazioni e dichiarare la piena solidarietà a chi in Grecia sta lottando contro il piano di risanamento voluto da Ue e Fmi. Occorre costruire un'ampia risposta sul terreno europeo, coordinata fra forze sociali, politiche e sindacali. Gli interessi dei lavoratori greci sono gli interessi di tutti i lavoratori europei e che se vengono smantellati i diritti in Grecia questo aprirà la strada ad un ulteriore attacco ai diritti dei lavoratori in tutta Europa. Questo è il compito prioritario del Partito della Sinistra Europea così come delle forze che compongono il Gue- Ngl a cui chiediamo di attivarsi immediatamente a tal fine. Per parte nostra lanciamo immediatamente una campagna di mobilitazione che proporremo nelle manifestazioni del primo maggio prossimo.

Per costruire un'alternativa al fallimento del neoliberismo, per un'Europa dei popoli.

Fraternamente

Paolo Ferrero

Nuova Giunta regionale,Soave (Pdci-FdS):la società civile è ben più ampia

“A distanza di una settimana dalla nomina della nuova Giunta regionale, riguardo alla quale tutti hanno espresso “a caldo” considerazioni lusinghiere e non, ritengo doveroso manifestare il mio giudizio non certamente positivo per il metodo adottato”.
Ad affermarlo è il segretario regionale dei Comunisti Italiani di Basilicata, Giovanni Soave.
“Non ci sono state le dovute consultazioni così come concordato al Tavolo del centrosinistra subito dopo le elezioni. Doveva essere una Giunta espressione di tutta la coalizione scesa in campo, ma è evidente a tutti – aggiunge Soave – come gran parte di quelle forze politiche non solo non siano state consultate nelle scelte, ma completamente escluse ed ignorate nell’attuale Giunta. Il risultato è un evidente spostamento degli equilibri verso il centro e il mondo delle imprese, mentre sono tenuti fuori la Sinistra e il mondo del lavoro, e quindi di coloro che necessitano più attenzione e supporto”.
“In questi anni - dice ancora il segretario regionale del Pdci - abbiamo apportato sempre un valido e forte contributo e sostegno al presidente De Filippo ed a tutto il centrosinistra. Detto questo, non cerchiamo “elemosine” ma rispetto e coerenza degli impegni programmatici ed istituzionali. Pertanto – prosegue - per le prossime scelte politiche ed istituzionali chiediamo di riaprire il tavolo ed invitare anche quelle forze che, pur non presenti oggi nel Consiglio regionale, sono espressione di una larga parte di quella “società civile” di cui tanto si ama parlare, ma della quale non si vede una completa rappresentanza. La società civile – conclude Soave – è ben più ampia di quello che si voglia far credere e che oggi ha trovato spazio all’interno dell’amministrazione regionale”.