martedì 30 giugno 2009

Ferrero: Fiat, lavoratori Termini Imerese hanno pienamente ragione, Estendere le lotte a tutti gli stabilimenti Fiat

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se

I lavoratori dello stabilimento Fiat di Termini Imerese che stanno mettendo in atto tutte le forme di protesta possibili (dal volantinaggio in autostrada ai picchetti in fabbrica) contro la decisione della Fiat che punta ad eliminare la produzione di automobili nella fabbrica palermitana a partire dal 2012 hanno il nostro pieno e incondizionato appoggio nella loro protesta. Che non solo non si deve fermare fino a quando la Fiat non recederà dai suoi intenti ma deve allargarsi e diventare la lotta dei lavoratori di tutti gli stabilimenti italiani della Fiat.

La proposta avanzata dalla Fiat su Termini Imerese è infatti semplicemente inaccettabile. A Termini Imerese non deve essere tagliato nemmeno un posto di lavoro. Il governo e la regione Sicilia devono dire parole chiare e inequivocabili, su questo. Non possono essere di certo i lavoratori a pagare le conseguenze dell'incapacità del governo, che non ha una politica industriale all'altezza della situazione e che abbandona i lavoratori a un futuro d'incertezza e di disoccupazione, ma anche la Fiat deve prendersi le sue responsabilità. Marchionne non puo' pensare di fare quello che vuole all'estero e poi dismettere una parte preziosa e decisiva degli stabilimenti italiani della Fiat, a Termini Imerese come altrove.

lunedì 29 giugno 2009

Golpe in Honduras: il Presidente Zelaya è arrivato in Nicaragua

Il presidente dell'Honduras Manuel Zelaya, deposto con un golpe nel suo paese, è arrivato in serata (ora locale) in Nicaragua dove ha ottenuto la solidarietà dei paesi dell'Alternativa bolivariana delle Americhe (Alba). Ad attenderlo all'aeroporto di Managua vi erano i suoi colleghi del Nicaragua, Daniel Ortega, del Venezuela, Hugo Chavez, l'Ecuador, Rafael Correa, e il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodriguez. Nella giornata di oggi è previsto l'arrivo del presidente messicano Felipe Calderon.

Zelaya si è poi riunito in un albergo di Mangua per esaminare gli sviluppi della situazione nel suo paese assieme ai colleghi dell'Alba, che hanno dichiarato di non voler riconoscere nessun governo frutto del golpe in Honduras. A Tegugicalpa in parlamento hionduregno ha intanto nominato nuovo presidente del paese Roberto Micheletti, presidente dell'assemblea legislativa. La costituzione prescrive che se il presidente è impossibilitato ad esercitare le sue funzioni, subentra il vice. Ma questi ha rifiutato.

Con un atto che è stato condannato da tutti i paesi del Sudamerica, e dagli Stati Uniti, Zelaya è stato arrestato ieri da un commando militare che lo ha costretto a salire su un aereo diretto in Costarica. E' stato poi un aereo del governo del Venezuela a condurlo a Managua. In un intervista rilasciata a Telesur Zelaya ha raccontato i drammatici momenti del golpe: ''Le forze armate mi hanno tradito. Sono stato vittima di un sequestro da parte di un gruppo di militari: Non credo che tutto l'esercito stia appoggiando questa azione''. ''All'alba hanno invaso la mia casa e mi hanno minacciato con le armi -continua - hanno detto che mi avrebbero sparato se non li seguivo. Mi hanno messo dentro un'auto e mi hanno portato alla base dell'aviazione dove c'era un aereo pronto a trasportarmi in Costa Rica''.

Zelaya afferma di non capire quello che è accaduto, ma sicuramente è un ''complotto di una èlite vorace che desidera conservare il paese isolato e nella povertà estrema. E' un piccolo gruppo di persone che però ha il controllo del parlamento, della politica, dell'economia, quelli che hanno in mano l'Hounduras sono sei o sette persone che creano un danno terribile''.

Il presidente dell'Honduras, che aveva deciso di indire un referendum per permettere la sua rielezione ad un secondo mandato vietata dalla Costituzione, ora ora afferma di voler chiedere ''a tutti i presidenti dei paesi del Continente americano, compreso il presidente degli Stati uniti, di condannare quello che è accaduto e di non riconoscere nessun governo de facto, perchè un governo usurpatore, un potere che si instaura con la forza, non puo' essere riconosciuto da nessuno''

Il circolo PRC di Salandra esprime piena solidarietà al Presidente Zalaya e al popolo honduregno in questo drammatico momento di attacco antidemocratico.

domenica 28 giugno 2009

Fiat, Simonetti: servono azioni adeguate

“Lo sciopero dei lavoratori di Melfi della Fiat oggi rappresenta una nuova tappa della mobilitazione più complessiva e generale per contrastare le manovre del gruppo automobilistico torinese che con le dichiarazioni di ieri dell’amministratore delegato Marchionne sul futuro di Termini Imerese e l”avvio della cig nella fabbrica siciliana ha gettato la maschera e punta, attraverso il nuovo piano di ristrutturazione, come ha denunciato la Fiom, a tagliare in Italia tra gli 8 e i 10 mila posti di lavoro”.

Ad affermarlo è la presidente del gruppo Prc in Consiglio regionale Emilia Simonetti, evidenziando che “la politica e le istituzioni sono chiamati a una più forte iniziativa che non può fermarsi a lettere all’ad Marchionne o richieste di incontro al Governo. La lotta degli operai della Fiat è dunque la stessa dei lavoratori di Termini Imerese e di Imola con oltre 2.000 posti di lavoro cancellati, senza considerare l'indotto. Nello stesso tempo, a Melfi, la Fiat si è rimangiata l'accordo per non licenziare i precari, e vuole lasciare a casa decine e decine di lavoratori in contratto a termine, che si aggiungono alle migliaia che ha cancellato in tutta Italia. Tutto ciò accade mentre la Fiat è sempre più proiettata ad una presenza nel Mondo e guarderà nei prossimi giorni l'ipotesi di accordo con la cinese Guangzhou Automobile Industry Group, sacrificando siti produttivi e lavoratori italiani”.

sabato 27 giugno 2009

Ferrero: decreto anti-crisi, siamo alle solite. Pochissimo per i lavoratori, molto per le aziende

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se
Esaminando punto per punto il decreto anticrisi varato oggi dal governo è evidente come alle parole non corrispondano i fatti.
All'aumento del 20% degli assegni legati ai contratti di solidarietà e al prolungamento per due anni dei progetti di formazione e riqualificazione per i lavoratori in cassa integrazione, fatti positivi che però non rappresentano più che una minima parte di una manovrina che prevede misure per 2 miliardi. Infatti, nel decreto anticrisi non c'è nemmeno un euro per tutti gli altri cassinitegrati, non c'è nulla per chi non ha la cassa integrazione, né tantomeno c'è nulla per tutti i disoccupati. la gran parte della manovrina, e dunque dei due miliardi investiti, va nelle tasche degli imprenditori e servirà solo e soltanto alle aziende, a partire dalla detassazione, sempre per le aziende, degli utili reinvestiti. Insomma, siamo alle solite: soldi ai ricchi, ai banchieri e agli imprenditori, poco o nulla per lavoratori e pensionati. Il problema è invece quello di redistribuire il reddito, dal basso verso l'alto, aumentare stipendi e pensioni, estendere la cassa integrazione per tutti, introdurre il salario sociale per i disoccupati.

Amato e Consolo: pieno sostegno del Prc-Se al presidente Zelaya, contro i tentativi di colpo di Stato

Dichiarazione di Fabio Amato, Responsabile dip. International Prc-Se e Marco Consolo Responsabile dip. America-Latina Prc-Se Il Partito della Rifondazione Comunista-Sinistra Europea esprime la sua ferma condanna al tentativo di colpo di Stato contro il governo ed il Presidente costituzionale dell’ Honduras. Un tentativo fomentato dai poteri forti del Paese, e messo in atto da parte delle Forze Armate.

Con l’uso della forza si cerca di impedire il referendum elettorale convocato per domenica 28/6 dal Presidente Manuel Zelaya, per dare vita ad una Assemblea costituente, democratizzare il sistema politico e consentire alle organizzazioni di base, comunitarie e sindacali una maggiore partecipazione nel processo di trasformazione dello Stato e dell’economia.

Una trasformazione profonda anche nelle relazioni internazionali, che si è manifestata, tra gli altri, nell’adesione dell’Honduras all’Alleanza Bolivariana delle Americhe (Alba), che ha riscosso il consenso della maggioranza dei cittadini.

L’ obiettivo dei militari e delle destre è quello di impedire la trasformazione politica e sociale a favore degli ultimi, l’integrazione politica ed economica dei paesi del continente latinoamericano e salvaguardare gli interessi dell’oligarchia locale, delle multinazionali statunitensi ed europee.

IL PRC-SE, esprime piena solidarietà al Presidente e al popolo honduregno, nella sua battaglia per la sovranità e l’ indipendenza.