venerdì 11 settembre 2009

Centrali nucleari , ecco i dieci siti

da Metro Italia

di Stefania Divertito


Di ufficiale c’è poco. Di ufficioso, praticamente tutto: chi è stato incaricato dal governo di realizzare lo studio di fattibilità per individuare le dieci città “prescelte” per ospitare le centrali nucleari, ha realizzato una lista di massima. Tra queste dieci ne dovranno essere scelte quattro: saranno loro ad ospitare gli impianti di terza generazione che il governo ha intenzione di costruire in Italia. La notizia viene confermata a Metro da uno dei tecnici che ha partecipato allo studio. Esiste una bozza, allo studio del governo. Tre le caratteristiche del territorio prescelto: assenza di sismicità, minore densità abitativa, vicinanza all’acqua, preferibilmente al mare, perché i fiumi rischiano di straripare. Mentre i tecnici cercano le aree, il governo ha già incassato il parere favorevole di Veneto e Sicilia.



ECCO LE DIECI AREE INDIVIDUATE PER LE 4 CENTRALI DA COSTRUIRE



1) Monfalcone (Gorizia). Uno degli elementi decisivi: la presenza del mare


2) Scanzano Jonico (Matera). Già individuato per il deposito delle scorie


3) Palma (Agrigento): la Regione Sicilia si sarebbe detta favorevole


4) Oristano: da sempre la Sardegna è nella top ten per i siti.


5) Chioggia. I cittadini stanno già organizzando le proteste.


6) Caorso. È uno dei siti che già ospita le centrali.


7) Trino Vercellese. Anche qui c’è un impianto in decommissioning.


8) Montalto di Castro: vicino al mare e un sito già individuato in passato


9) Termini Imerese. Pioggia di smentite ufficiali, ma i residenti temono.


10) Termoli: uno studio ne elenca le caratteristiche favorevoli al progetto

Tra gli addetti ai lavori la lista è un foglio che scotta. Che non deve diventare ufficiale, perché scatenerebbe le proteste dei cittadini. Eppure c’è. E contiene i nomi delle dieci città dove dovrebbero sorgere 4 delle centrali nucleari promesse dal governo. Per la maggior parte si tratta dei vecchi siti dove già ci sono gli impianti, ormai in dismissione. Ma ci sono anche delle novità: come Palma nell’Agrigentino o Termini Imerese, scelte figlie della disponibilità annunciata dalla Regione Sicilia. A sbarcare in Italia sarà l’European pressurized reactor di tecnologia francese, figlio della joint venture tra Enel ed Edf che hanno affidato la realizzazione degli studi di fattibilità alla neonata Sviluppo Nucleare Italia srl. Numerosi sono i laboratori coinvolti in questa fase per realizzare la mappa delle città papabili. «È la conferma che la scelta verrà presa con una dittatura nucleare. I siti saranno presidiati militarmente e non sarà possibile avere informazioni», denuncia il senatore Pd Roberto della Seta che sta preparando un’interrogazione parlamentare.


http://www.metronews.it/news-italia/centrali-nucleari-ecco-i-dieci-siti.html?Itemid=30457%3Fexp%3D1

giovedì 10 settembre 2009

"Via la targa per Peppino Impastato" Decisione shock del sindaco leghista

La biblioteca di Ponteranica, nel bergamasco, era stata dedicata al giovane ucciso dalla Mafia
La Picerno (Pd): "Solo politica intrisa di ideologia, la Lega si assuma le proprie responsabilità"



"Via la targa per Peppino Impastato" Decisione shock del sindaco leghista

Peppino Impastato

BERGAMO - Il nuovo sindaco leghista di Ponteranica, in provincia di Bergamo, ha fatto rimuovere ieri la targa voluta un anno e mezzo fa dal suo precedessore di centrosinistra per dedicare la biblioteca civica a Peppino Impastato, giovane siciliano ucciso dalla mafia nel 1978.


Cristiano Aldegani, primo cittadino del paese lombardo, motiva l'iniziativa con il desiderio di onorare personalità locali, suscitando, però, la reazione degli esponenti locali del Pd e dell'associazione antimafia Libera. "Sono polemiche pretestuose - ribatte il sindaco - fatte da persone in malafede. C'è addirittura chi mi accusa di essere pro-mafia, è assurdo".


La rimozione della targa è "sconcertante" commenta Pina Picierno, responsabile "Legalità" del Partito Democratico. Secondo l'ex ministro-ombra, la Lega "fa politica con paraocchi ideologico". Una politica che, a suo parere, è "intrisa di ideologia e di interessi localistici, che dividono e indeboliscono il Paese. Negare la memoria di un giovane ucciso dalla mafia non trova giustificazioni. La Lega si assuma le proprie responsabilità e sia coerente".


Il sindaco, di contro, precisa che l'iniziativa della Giunta "non ha alcuna motivazione diversa" da quella di valorizzare personalità locali, come il sacerdote Giancarlo Baggi, al quale sarà presto ridedicata la biblioteca. A fine giugno, dieci giorni dopo le elezioni, c'era stato anche un incontro, che lo stesso Aldegani definisce "cordialissimo", con i rappresentanti locali di Libera. In quell'occasione si era parlato di un'eventuale manifestazione "riparatoria" dedicata ad Impastato. Tuttavia, oggi il sindaco fa un passo indietro spiegando che prima di riproporre l'idea della manifestazione dovrà sentire "la volontà della Giunta e della maggioranza".


(10 settembre 2009) http://www.repubblica.it



Lasme, Simonetti-Di Sabato (Prc):simbolo operaio di riscatto

“L’incontro del segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, con i lavoratori in presidio dello stabilimento Lasme di Melfi conferma l’impegno del Prc, ad ogni livello politico ed istituzionale, a sostenere una battaglia diventata un ‘simbolo di riscatto’ per i lavoratori non solo della Basilicata ma dell’intero Paese, per nulla rassegnati a scelte di chiusura delle fabbriche e di mandare a casa i lavoratori”. E’ quanto sostengono in una dichiarazione congiunta la Presidente del gruppo Prc in Consiglio regionale, Emilia Simonetti, e il segretario regionale dello stesso partito, Italo Di Sabato.

“Le parole di Ferrero – continuano gli esponenti di Rifondazione Comunista – non si sono certamente limitate alla solidarietà, che del resto abbiamo espresso dal primo momento e ribadito in tutti gli incontri che abbiamo avuto in queste settimane con gli operai in lotta. L’iniziativa del Prc è a sostegno di un progetto di salvaguardia dei posti di lavoro e delle attività produttive dell’indotto Fiat come di tante aziende in crisi, quali la Spalberg di Viggiano dove 27 operaie sono da tempo protagoniste di una lotta senza interlocutori imprenditoriali. La stagione dell’autunno operaio e di un nuovo protagonismo popolare – continuano Simonetti e Di Sabato – è iniziata in anticipo perché la crisi si è fatta più pesante e perché da parte del Governo di centrodestra non ci sono indicazioni all’altezza dell’emergenza lavoro che vive il Sud in particolare”

Metalmeccanici, la rottura industriali-Fiom dimostra che le chiacchiere sul dialogo sociale stanno a zero


RIFONDAZIONE AL FIANCO DELLE LOTTE DELLA FIOM. ORA LA CGIL ORGANIZZI E GENERALIZZI IL CONFLITTO

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se

L'atteggiamento di Federmeccanica che, in merito al rinnovo del contratto dei lavoratori metalmeccanici, ha cominicato a trattare "solo" con Fim-Cisl e Uilm, ignorando deliberatamente le proposte avanzate dalla Fiom Cgil (sospensione dell'applicazione dell'accordo separato, accordo-ponte sul salario che tenga contro di tutte le piattaforme presentate, discussione immediata sul blocco dei licenziamenti e crisi), dimostra che le "chiacchiere" di Confindustria - e in particolare della sua presidente, Emma Marcegaglia, che continua a rinnovare gli "inviti" al dialogo alla Cgil e al suo segretario generale Epifani in persona - stanno a zero.

Si tratta, cioè, di chiacchiere inutili e vuote, o meglio di una vera e propria trappola che Confindustria e il Governo stanno apparecchiando sulle spalle dei lavoratori e con la complicità di sindacati ormai "gialli" e compiacenti verso tutti i padroni e tutti i governi come Cisl e Uil. Finiscono in questo modo, e già dal primo round di trattative, le illusioni, coltivate pure a sinistra, dentro la Cgil come dentro il Pd, su industriali e imprenditori "buoni" pronti ai sacrifici per il bene comune!

Nella sua gravità, come spiega oggi giustamente la Fiom-Cgil, questo atteggiamento degli industriali metalmeccanici contribuisce però a fare chiarezza definitiva su come imprese e padroni, governo e sindacati compiacenti vogliono gestire, non certo risolvere, la drammatica crisi che il nostro Paese sta vivendo. Adesso la Cgil deve fare solo una cosa: appoggiare le lotte e le rivendicazioni della Fiom ed estendere il conflitto.

domenica 6 settembre 2009

Ferrero: precari, bene così, continuare e allargare le lotte. Al pd chiediamo di fare muro con noi contro i tagli della Gelmini

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se
Nell’esprimere tutta la nostra solidarietà ai precari della scuola che oggi si sono messi in mutande a Palermo e che sono saliti sul tetto del Provveditorato di Milano come abbiamo fatto con quelli che nei giorni scorsi sono saliti sul tetto del Provveditorato di Benevento, insegnanti precari al fianco dei quali siamo e saremo in tutte le forme di lotta, anche le più eclatanti e rumorose, che riterranno di dover mettere in campo, lotte che dimostrano di saper essere incisive e positive, oltre che assolutamente pacifiche, denunciamo la gravità della manovra messa in atto dalla ministra Gelmini.

Il ministro, infatti, ha dato il via libera - e in piena estate - al più grande licenziamento di massa della storia d'Italia, licenziamento che comporterà l'espulsione di quasi 150 mila insegnanti precari. Ecco perché chiediamo al governo e al Parlamento di accettare immediatamente le richieste di assegnazione di tutte le cattedre non ancora assegnate e oggi senza copertura, cattedre che sono coperte proprio da quegli Insegnanti precari che oggi sono giustamente scesi in piazza a protestare.

Al Pd, che con il suo segretario Franceschini giorni fa è salito proprio sul tetto del provveditorato di Benevento per manifestare la propria solidarietà agli insegnanti precari, chiediamo di essere conseguente con il suo gesto e di associarsi a tutte le opposizioni, parlamentari e non, per fare muro, in Parlamento e nel Paese, ai tagli già previsti dal ministro Gelmini e al suo pericoloso tentativo di distruggere la scuola pubblica, laica e democratica del nostro Paese.