mercoledì 8 luglio 2009

Giovani Comunisti: repressione in corso è segno di una democrazia fragilissima

La repressione in corso in queste ore a Roma e in diverse altre città italiane è il segno di una democrazia fragilissima.

Soltanto a Roma sono stati fermati più di trenta studenti dopo che la polizia ha caricato un corteo pacifico di centinaia di studenti e ha inseguito uno per uno gli studenti dispersi. I Giovani Comunisti esprimono solidarietà ad ognuno di loro e continuano a manifestare al fianco di quanti, in questi giorni, hanno dato vita a manifestazioni di proteste nelle Università e nelle piazze.

È una vergogna inaccettabile per uno Stato democratico, che segue le perquisizioni e gli ordini di cattura emessi dalle questure nella giornata di ieri.

Si vuole annichilire un movimento capace di riversare nelle piazze centinaia di migliaia di studenti uniti nella lotta per una istruzione libera e pubblica, che sentono il peso delle politiche neoliberiste e della crisi economica a che, per questo, chiedono che questo prezzo sia causato da chi questa crisi l'ha voluta e causata.

Le mobilitazioni del movimento di questi giorni dimostreranno che esso è maturo e che non cadrà nella trappola delle provocazioni.

sabato 4 luglio 2009

"Federazione in tempi brevi". L'autunno caldo della sinistra

di Fabio Sebastiani , Liberazione, 4 luglio 2009

Su un punto sono tutti d'accordo: trasformare in una federazione l'esperienza della lista anticapitalista alle europee. Il segretario del Prc Paolo Ferrero, insieme ad Oliviero Diliberto e Cesare Salvi, questa volta, hanno usato parole anche più esplicite del solito, fino al punto anche di indicare i tempi: a luglio l'assemblea nazionale, a settembre il "nuovo soggetto". Del resto, il titolo dell'incontro pubblico organizzato presso il centro congressi Cavour, a Roma dall'associazione 23 marzo "Lavoro-solidarietà" (coordinato da Nicola Nicolosi), era chiaro proprio su quest'ultimo aspetto: "Una nuova forza politica della sinistra può e deve nascer entro l'autunno".

"Se non ora quando?" verrebbe da dire. Se non ora, dopo le macerie della crisi, della batosta elettorale e del "bipartitismo in un paese solo", il nostro.

Se non ora, quando rappresentanza sociale e rappresentanza politica dovrebbero tornare a parlarsi, con il comune obiettivo di ricreare il circolo virtuoso utile alle lotte.

L'analisi di Gian Paolo Patta sul nodo dell'economia è impietosa. Il punto non è soltanto una crisi della finanza, che in realtà è il collasso della distribuzione capitalistica dei redditi, ma un modello di sviluppo ormai al capolinea.

"In Italia- sottolinea Patta- non solo il mercato delle automobili é ormai in saturazione, ma ci sono anche trenta milioni di appartamenti su circa ventitrè milioni di famiglie". Il pieno della crisi è previsto per settembre, quando esploderà da una parte la disoccupazione e, dall'altra, i redditi verranno piegati in due da una stretta sul salario e sul welfare. Senza contare che per fine anno è anche previsto un sensibile aumento dell'inflazione.

Il paradosso è che la sinistra, variamente intesa, non sembra essere pronta per questo appuntamento. E così mentre le illusioni vendute dal "partito di plastica" alias Pdl saranno sull'orlo del baratro, dall'altra il rischio che si scateni una "guerra tra poveri" si renderà sempre più concreto. La Cgil, con molta probabilità, si troverà ad affrontare questa emergenza sociale in completa solitudine.

E' possibile un partito unico della sinistra? "Non credo - dice Patta - perchè da una parte il Pd si sta chiudendo in una sfera politica-politica che non prevede nemmeno più le federazioni ma solo il partito dei notabili, associato alle primarie. "La fase che si apre- conclude Patta- rappresenta un'occasione vera".

Per la "federazione" il nodo rimane il regime del bipolarismo. Anzi, la "trappola del bipolarismo", come sottolinea Paolo Ferrero. Tanto che per superarlo, il segretario del Prc si dice disposto ad una "legislatura costituente con dentro anche una legge sul conflitto d'interesse".

Ma il punto della sinistra rimane quello della ripresa del conflitto sociale. E anche su questo Salvi, Diliberto e Ferrero sono tutti d'accordo. Solo così si possono evitare le secche di narrazioni politiche che ricadono su se stesse e, contemporaneamente. imboccare un percorso di ricostruzione sociale e, quindi, organizzativo. Che sia l'orizzonte delle esperienze europee di sinistra, come sottolinea Salvi, o quello di un mondo in cui i "simboli contano" come dice Diliberto, la sinistra si può rimettere in piedi solo attraverso un rapporto con i suoi referenti sociali.

Dal confronto sono uscite anche alcune indicazioni sull'identità futura della federazione. Immagini suggestive che si rifanno alle esperienze latino-americane in cui la flessibilità dell'organizzazione ha praticamente bandito la parola "scissione". "Gestire le differenze- sottolinea Ferrero- senza che portino alla rottura". Mettere in pista, insomma, un motore inclusivo e non esclusivo che apra spazi e perimetri ad altre esperienze e a soggetti che a loro volta manifestano il loro impegno senza tessere in tasca. Un motore che guadagni chilometri con la marcia in più del "fare" politica e non del "parlare" di politica. "La credibilità non si ricostruisce in quindici giorni" conclude Ferrero.

giovedì 2 luglio 2009

G8, contro il disastro globale il Prc sarà in tutte le manifestazioni

Il Partito della Rifondazione Comunista parteciperà a tutte le mobilitazioni di contestazione al summit del G8, sia quelle diffuse sul territorio nazionale come la manifestazione del 4 Luglio a Vicenza contro la base Dal Molin, sia il Forum organizzato da diverse forze e movimenti il 7 Luglio a L’Aquila, sia la manifestazione nazionale prevista per il 10 Luglio nel capoluogo abruzzese

Invita le sue strutture a mettersi a disposizione affinché sia garantita la massima partecipazione e successo delle mobilitazioni e siano superate positivamente incomprensioni e contrapposizioni tra realtà di movimento. Il Prc lavora per un movimento unitario e di massa contro il G8 e le sue politiche e ritiene per questo legittima ed importante ogni mobilitazione che si ponga questo obiettivo.

Anche alla luce della crisi economica globale provocata dalle politiche neoliberiste e di guerra, il G8 è sempre di più un organismo abusivo, a-democratico e incapace di dare risposte ai bisogni di larga parte dell’umanità. Un organismo basato sul censo, ovvero sulla “ricchezza” degli Stati che lo compongono, appare sempre di più un insulto nei confronti delle popolazioni di un pianeta consegnato al collasso ambientale, ostaggio della speculazione finanziaria e dello sfruttamento crescente delle popolazioni da parte delle multinazionali e della logica del profitto. Proprio per questo riteniamo sbagliate le campagne di chi , usando il sacrosanto tema della lotta alla povertà, rischia di coprire queste responsabilità affidando al G8 una qualsivoglia funzione umanitaria.

I responsabili della crisi non hanno infatti alcuna legittimità ad assumere decisioni sulla stessa. Gli stessi impegni presi a Genova nel 2001 sull’abbattimento del debito e sui fondi per la lotta all’Aids sono stati clamorosamente disattesi. Per questo il G8 dovrebbe essere cancellato e sostituito da una sessione straordinaria delle Nazioni Unite sulla crisi economica aperto ai rappresentanti della società civile, in particolare alle donne e alle organizzazioni dei lavoratori e dei diritti umani.

Il tentativo del governo Berlusconi di farsi scudo della tragedia del terremoto per mettere a riparo un organismo screditato nell’opinione pubblica internazionale come il G8 è destinato al fallimento.

Starà all’intelligenza dei movimenti
e alla maturità della popolazione dell’Aquila, alla quale va la nostra solidarietà piena e il nostro rispetto, dare agli 8 grandi il benvenuto che meritano visto le gravissime loro responsabilità nella crisi planetaria.

Dopo 8 anni il G8 torna a “celebrarsi”
in Italia. Sono ancora aperte le ferite di Genova, fortissimo il ricordo e il dolore per l’assassinio di Carlo Giuliani e per coloro che si videro torturati , offesi nei corpi e nella dignità, da chi costituzionalmente era preposto a tutelarne e garantirne i diritti fondamentali. Tra gli otto “grandi” uno è rimasto lo stesso: il cavalier Silvio Berlusconi. Anche per questo non pensiamo che sia giusto aderire a richieste di “tregua” nei confronti di una persona e di un governo che ogni giorno umilia la democrazia, calpesta la libertà di stampa, attua politiche economiche e sociali a favore dei forti mentre si ostina ad ignorare le richieste di chi perde il lavoro, vive nella precarietà e non riesce ad arrivare a fine mese. Berlusconi porta il G8 nel “bordello globale” e cerca con una operazione di immagine di salvare se stesso e le sue politiche reazionarie. Noi saremo con i movimenti per rovinargli la festa e per rinnovare il nostro impegno per un altro mondo possibile e necessario.


DDL Brunetta sulla Pubblica Amministrazione: penalizzati i lavoratori e tagliati i servizi

Rifondazione Comunista aderisce allo sciopero del 3 luglio delle lavoratrici e dei lavoratori del Pubblico Impiego indetto dai sindacati di base.

IL PRC ADERISCE ALLO SCIOPERO GENERALE NAZIONALE DEL 3 LUGLIO
DEI SINDACATI DI BASE


Il Decreto del ministro Brunetta sulla riforma della pubblica amministrazione è un provvedimento contro i lavoratori e contro il carattere pubblico dei servizi.

Introduce per legge la derogabilità dei contratti collettivi; usa la mobilità come arma di pressione su dipendenti; la progressione delle carriere e l’aumento dei salari diventano discrezionali; azzera i diritti fondamentali, previsti dalla Costituzione, penalizzando anche la qualità dei servizi pubblici.

Il disegno del governo Berlusconi è chiaro: la campagna contro i cosiddetti fannulloni è servita per tentare di contrapporre lavoratori del settore privato, con quelli del pubblico da un lato; dall’altro si destrutturano i servizi pubblici per favorirne la privatizzazione. Da questa cosiddetta riforma della Pubblica Amministrazione non si capisce quali siano i benefici per i cittadini utenti.

Migliaia di lavoratori precari rischiano il posto di lavoro, nonostante le mobilitazioni abbiano ottenuto il primo risultato di aver eliminato la data capestro del 30 giugno. L’aumento dell’età pensionabile delle lavoratrici rappresenta un’ulteriore spada di Damocle sulle teste delle dipendenti pubbliche.

Rifondazione Comunista si batte:
* Per la difesa della Pubblica Amministrazione come strumento fondamentale dello Stato Sociale garante di servizi per tutti i cittadini.

*Per la stabilizzazione di tutti i lavoratori precari.

*Per il rilancio dei servizi pubblici.

*Per la difesa del potere contrattuale dei lavoratori.

*Contro l’innalzamento dell’età pensionabile delle lavoratrici pubbliche.

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PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA

Dipartimento Nazionale Lavoro www.rifondazione.it

mercoledì 1 luglio 2009

Sicurezza, organizzeremo disobbedienza civile a norme anticostituzionali

Dichiarazione di Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc-Se, e di Giovanni Russo Spena, responsabile nazionale Giustizia del Prc-Se

Il cosiddetto "pacchetto sicurezza" su cui il governo oggi ha posto anche la questione di fiducia è una legge incostituzionale, che si basa su veri e propri orrori giuridici. Dalle "ronde", che demoliscono lo Stato di diritto per tutti i cittadini, al reato di immigrazione clandestina che rompre il principio di eguaglianza previsto dall'articolo 3 della Costituzione.


Reagiremo con forza subito contro questo pacchetto sicurezza, e partire dai territori, organizzando la disobbedienza civile a tali norme, organizzando osservatori e nuclei di difesa legale per cittadini extracomunitari e non, denunciando l'iniquità di queste norme alla Corte costituzionale e alle corti penali internazionali, visto che tali norme ledono tutte le convenzioni internazionali firmate dall'Italia.