mercoledì 25 marzo 2009

Sicurezza lavoro, Simonetti: respingere attacco del Governo

“I provvedimenti annunciati dal Governo sul tema della sicurezza rappresentano un attacco senza precedenti alla sicurezza sui luoghi di lavoro e, al tempo stesso, un duro colpo all’efficacia della legge regionale approvata nei mesi scorsi per rafforzare la prevenzione degli infortuni”. E’ quanto dichiarato dalla presidente del gruppo regionale del Prc, Emilia Simonetti.

“Voglio sottolineare – continua Simonetti - che il Testo unico sulla sicurezza (legge 123 approvata il 3 agosto 2007) ha già dato buoni frutti: riduzione del numero di morti e incidenti, più controlli e pene pesanti e fattive nei confronti dei datori di lavoro che sfruttavano lavoro nero e non facevano rispettare le norme di sicurezza. Il Governo adesso, con il pretesto di correggere l’applicazione di alcune norme, secondo le anticipazioni dei giorni scorsi, invece, punta ad una vera e propria demolizione del provvedimento, specie per quanto riguarda le sanzioni nei confronti delle imprese, non solo pene e multe dimezzate, ma diventa più difficile la sospensione dell’attività. Il rischio riguarda la cancellazione del divieto di visita medica pre-assuntiva da parte dell’azienda, che negherebbe un diritto sacrosanto al lavoratore. Ancora, si vorrebbe annullare l’introduzione dei Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza territoriale (Rls) che dovrebbero seguire più aziende piccole che non ne possono avere uno interno, lasciandole praticamente senza controlli. Infine, si intende colpire l’estensione della bilateralità, il principio per cui la corretta attuazione delle norme tecniche e della buona prassi, costituisce una presunzione di conformità alla legge”.

“A mio parere – afferma Emilia Simonetti - basterebbero queste tre norme per rendere inefficiente l’intera struttura del provvedimento e, quindi, per tutte queste ragioni, occorre una vigilanza continua e costante perché, nonostante i risultati conseguiti, grazie alla lotta contro il lavoro nero, voluta dal governo Prodi, e alla nuova sensibilizzazione che si è prodotta, anche con il Testo unico, la battaglia contro gli infortuni e per l’integrità psicofisica dei lavoratori è ancora aperta. Di qui l’esigenza - conclude - di un monitoraggio sulla prima fase di attuazione della legge regionale e sul lavoro svolto dall’Osservatorio regionale, istituito già da qualche mese”.

Scuola, Frammartino: a rischio numerosi posti di lavoro

“A settembre prossimo, nelle scuole della Basilicata perderanno definitivamente il posto di lavoro centinaia di docenti, che dopo anni di precariato non avranno diritto nemmeno ad ammortizzatori sociali.
Allo stesso tempo, molti istituti scolastici non saranno in grado di garantire la proposta di offerta formativa, in termini qualitativi né quantitativi, richiesta dalle famiglie”.
E’ quanto afferma in una nota il segretario di Federazione del Prc di Matera, Ottavio Frammartino che aggiunge: “I provvedimenti approvati definitivamente dal Governo, assieme al regolamento sul personale non docente, disegnano una drammatica perdita di posti di lavoro e un taglio nei servizi la cui gravità non è stata finora sufficientemente colta. Tagli pesanti che intervengono pur in presenza della forte domanda di scuola che hanno espresso le famiglie Lucane, sia in qualità che in quantità.
Si creerà - aggiunge - ulteriore disoccupazione intellettuale soprattutto femminile, lavoratrici e lavoratori laureate che non troveranno più nella scuola una corrispondenza alle loro esigenze lavorative e difficilmente potranno trovare risposte occupazionali in una fase come l’attuale.

Al presidente De Filippo e al Consiglio regionale prosegue - chiediamo che si facciano promotori di un’azione politica per rimettere in discussione questi provvedimenti, essendo il diritto allo studio materia di competenza anche regionale attivandosi con il Governo per dare delle risposte alle domande delle famiglie e nello stesso tempo evitare che centinaia di lavoratori subiscano una drammatica fuoriuscita dalla scuola, senza alcuna copertura di ammortizzatori sociali. Noi del Prc – conclude Frammartino - in questi giorni saremo mobilitati per informare i cittadini del danno che questi tagli produrranno sia sulla qualità della scuola sia sul piano sociale, compileremo un elenco con i nominativi di quanti perderanno il posto di lavoro e lo consegneremo sia al presidente della Regione che ai nostri parlamentari, in modo che tutti si rendano conto che non si parla solo di numeri ma di persone e della loro vita”.

domenica 15 marzo 2009

"Rifondazione per la Sinistra" rilancia su lista e congresso PRC

Una relazione, 25 interventi, una discussione politica approfondita sulle prospettive del Prc e della sinistra come della crisi economico-sociale. Dall'assemblea nazionale dell'area "Rifondazione per la sinistra", svoltasi ieri al Centro Congressi di Via dei Frentani a Roma, esce un'agenda che indica passaggi e avanza proposte su tutti e tre i terreni, cercandone l'intreccio a partire dal rilancio della "bussola" che, a partire dalla relazione di Augusto Rocchi, viene rivendicata come la linea di continuità con gli stessi contenuti della mozione 2 dello scorso congresso di Chianciano. Pur se è Rocchi stesso, che reinterviene al termine del confronto politico dell'assemblea non per «conclusioni formali» e che viene scelto quale «portavoce nazionale» di qui alle europee, a dire che quel congresso drammatico ha segnato «un dibattito falsato»: non a caso con la formazione di una maggioranza «solo sulla base della lotta a chi voleva "sciogliere il partito"». Un quadro che ora sarebbe «superato dai fatti». Stante che l'area "Rifondazione per la sinistra", appunto, ribadisce che la scelta di restare nel Prc - scelta che rivendica raccolta «fra gli iscritti» da circa il 70 per cento dell'ex mozione Vendola - non è «tattica ma strategica». Perché come dice intervenendo Rosi Rinaldi, che modera l'assemblea, «se restare nel partito significa non rassegnarsi alla morte del processo d'innovazione, significa anche non accettare di sostituirlo con l'improvvisazione»: indicata nella scelta operata dal "Movimento per la sinistra" di contribuire ad una lista, quella con Sd Verdi e Socialisti, definita da altri interventi «in dissolvenza dentro una collocazione moderata».
Questi dunque gli assi su cui muove la discussione, generando le proposte dell'area: riaprire «un processo costituente della sinistra» ma «di carattere federativo», obiettivo «tanto più necessario» dopo le europee che si affrontano senza unità e che avrà «più forza» con un «successo della lista a partire dal simbolo del Prc-Sinistra europea», cioè con una presenza «alternativa» nella rappresentanza; e «dare vita ad un movimento di comitati di lotta contro la crisi». Con premesse politiche nette, però: per le elezioni, il vincolo del simbolo del partito, l'indicazione non solo del gruppo del Gue ma del Partito della sinistra europea e soprattutto l'«effettività dell'apertura delle liste ai movimenti, all'associazionismo, alle realtà di lavoro della sinistra sociale, ambientalista, femminista» - oltre al fatto che Rps ricandida Giusto Catania in un posto da capolista. E poi, passaggi conseguenti in prospettiva: un «patto di lavoro» (di eco bertinottiana) «di tutta la sinistra» da elaborare eleggendo a «sede comune» una o più tra le fondazioni di ricerca presenti, non necessariamente legate ai partiti; e dentro il Prc la richiesta di «avviare il percorso verso un congresso» che ridefinisca linea politica e rapporti interni ed esterni.
Non a caso l'assemblea serve anche a registrare le proposte nominali per le integrazioni nel Comitato politico nazionale necessarie dopo la «diaspora», che portano l'area al 31 per cento riconosciutole. Criteri: l'equilibrio di genere (oltre a 2 presenze per i Gc); e «la scelta effettuata dai territori» - da cui si forma anche il «coordinamento provvisorio» di portavoce e dove Rps ha 25 segretari di federazione e 4 regionali, ad oggi.

giovedì 12 marzo 2009

Provinciali Matera, PRC: "Primarie di programma"

“Il Prc della provincia di Matera, ha espresso con nettezza al tavolo regionale tenutosi ieri con tutte le forze di centrosinistra la propria posizione, partendo dalla richiesta di discontinuità con l’attuale esperienza amministrativa, ritenuta i del tutto inadeguata”. Lo afferma, in un comunicato stampa, Ottavio Frammartino, segretario provinciale di Rifondazione comunista. “Sui nomi da indicare per la presidenza della Provincia di Matera – continua il rappresentante di Rifondazione comunista - riteniamo che questa va messa in relazione alla necessità di riaffermare il “vincolo” della questione morale”. Prc dice di aver proposto, tra l’altro, “una fase d’ascolto e di consultazione democratica “tra e con” i cittadini, utile non solo a recuperare e trasmettere all’esterno uno spirito unitario e autenticamente solidale tra le forze politiche del centrosinistra, ma soprattutto per ristabilire un contatto stretto tra queste ultime e gli elettori e i loro bisogni, coinvolgendoli direttamente nel confronto per la definizione delle linee programmatiche della coalizione”. In altre parole, “chiediamo le “primarie” di programma che si dovrebbero svolgere nel mese di aprile con iniziative nelle piazze, banchetti, assemblee in tutti i comuni, offrendo a chi vi partecipa non tanto le risultanze di quanto i partiti elaborano nelle rispettive segreterie, ma soprattutto l’opportunità di esprimersi”. Per Frammartino “occorre investire i cittadini della “responsabilità della scelta” e del “diritto di scelta” sulle migliori soluzioni ai problemi del territorio”.

sabato 7 marzo 2009

Provinciali Matera : PDCI e PRC insieme alle prossime elezioni.

Sottoscritto un accordo tra le segreterie Pdci e Prc per una lista comune per le prossime amministrative in Provincia di Matera. Lo rendono noto i segretari provinciali dei due partiti, Ottavio Frammartino e Francesco Mandile. "Le liste saranno aperte al contributo di tutte quei soggetti politici della sinistra anticapitalista , ambientalista e femminista. Lo sforzo ora è
di mettere i campo un programma che consenta l'uscita a sinistra dalla crisi, che metta al centro il nodo del rinnovamento della politica e della critica alla politica come attività separata, che crei un nuovo rapporto tra politica e società" . I due segretari, Frammartino e Mandile, ritengono che "il punto qualificante di questa lista ora debba essere l'apertura alle istanze sociali e di movimento, dai centri sociali alle associazioni di difesa dei consumatori le cui ragioni e istanze in questa crisi sono fortemente intrecciate a quelle dei lavoratori. Insieme alla sinistra "larga" bisogna lavorare su una piattaforma programmatica per la provincia , capace di dare risposte ai temi del lavoro e della formazione, della precarietà e della tutela ambientale. Alleanze e piattaforma programmatiche che saranno decise con un referendum da tenersi con tutti gli iscritti e con le associazioni e movimenti che aderiranno alla costruzione di questo processo unitario di sinistra non più rinviabile, e che non deve essere una sommatoria di sigle, ma un processo condiviso di programmi e idee".