venerdì 27 febbraio 2009

La crisi nel mondo globalizzato e il futuro di Salandra.

Concittadini,

la crisi economico-sociale in atto nel mondo globalizzato, con tutte le gravi ricadute dal punto di vista delle libertà individuali, del potere d’acquisto logorato e della paura dell’oggi e del domani, rappresenta il totale fallimento di un sistema, quello liberista, che per anni ha speculato sulle risorse finanziarie del popoli ed ora si è scoperto impotente e inefficace.

Le tardive risposte di un ceto politico elitario e incancrenito nelle stanze del potere, hanno determinato un allontanamento sdegnato della società civile dalle istituzioni . Se l’esperienza del centrosinistra si è rivelata un fallimento dal punto di vista della stabilità governativa, a causa degli egoismi di nicchia e della cecità nei confronti delle esigenze collettive, l’attuale azione politica delle Destre è frutto delle più meschine ideologie e priva di prospettive di sviluppo sia economico che sociale.

Abbiamo assistito negli anni ad una vistosa commistione tra frange politiche e alta finanza che hanno determinato corruzione ed illegalità diffusa: nessuna istituzione, nazionale o locale, ha operato in conformità alla legge. Il risultato ottenuto è alla portata di tutti: disavanzi di bilancio e recessione economica. Mentre la grande impresa operava speculazioni finanziarie e delocalizzazioni all’estero, lo Stato elargiva ingenti finanziamenti volti a garantire liquidità a pochi privilegiati. È evidente il fallimento delle strategie di rilancio industriale nelle nostre aree e non solo.

La propaganda governativa, coadiuvata dai mass media, ha operato una vasta operazione di mistificazione della realtà. È storicamente documentato, infatti, che una classe politica alla sbarra, cerca di risollevarsi cercando di deviare l’attenzione del popolo verso problemi fittizi. Così nascono le inquietudini nei confronti dei “clandestini”, venuti da fuori con l’obiettivo di destabilizzare il nostro amato Paese. Allora diventa di concezione comune che il rumeno sia stupratore di professione nonostante i dati ISTAT sconfessino tale accezione: il 90% degli stupri viene commesso da italiani e il 70% da persone conosciute dalla vittima. In secondo piano passano poi leggi e decreti aberranti e pericolosi: la scuola rischia il collasso, ridotta a pura azienda in cui far quadrare i conti a discapito del principio primario dell’istruzione; la contrattazione categoriale viene distrutta lasciando il singolo lavoratore in balia delle angherie del padronato; la stampa libera viene chiusa per garantire il monopolio a poche testate legate a grossi gruppi imprenditoriali; i redditi bassi vengono offesi attraverso meri contentini economici, del tutto insufficienti per far fronte all’inflazione cavalcante; la social card senza copertura finanziaria e molto altro.

Un paese in crisi che si preoccupa di chiudere le frontiere e distruggere la giustizia, che non investe in istruzione e ricerca, non innova e non rinnova la propria classe politica, che non interviene per una equa redistribuzione dei redditi a favore dei ceti meno abbienti, è destinato ad un crollo repentino e inesorabile.

La sfida che vogliamo lanciare è di ripartire dal basso, dal lavoro costante sul territorio attraverso la controinformazione e la progettualità, aprendoci al dialogo con tutte le forze sane, senza preconcetti né ideologismi. Una sfida impegnativa che parte dal presupposto di combattere il pensiero unico, la propaganda di regime e il disfattismo secondo cui nulla si può fare per cambiare le cose. Possiamo vincere la sfida soltanto prendendo coscienza delle nostre potenzialità: l’unità della classe lavoratrice, degli studenti e dei pensionati, affinchè il problema di una categoria non rimanga un discorso esclusivamente corporativo. Se rimanessimo chiusi nel nostro egoismo cieco, prima o poi verremo inesorabilmente travolti nel baratro. In una piccola comunità come la nostra, ad esempio, la perdita del posto di lavoro di molte famiglie rappresenta un grosso problema anche per le attività commerciali e per i servizi pubblici.

Occorre ripartire energicamente ad intervenire nelle decisioni che riguardano la nostra vita, con spirito critico e non demandando a nessuno, riprendendo in mano il nostro futuro. Noi tutti siamo chiamati a decidere su cosa fare della nostra comunità: continuare nell’inesorabile declino, lasciar partire i nostri giovani verso mete lontane privi di affetti familiari e sicurezza, oppure iniziare a rialzare la testa e combattere nel quotidiano per far sentire la propria voce e dare risonanza ai propri diritti. Scanzano insegna …

Salandra, lì 24 febbraio 2009

Il Segretario di Circolo

Nicola SAPONARA

sabato 29 novembre 2008

PRC: senza dialogo, fuori dal centrosinistra.

Alla Segreteria Sezionale del Partito Democratico di
S A L A N D R A

Ai rappresentanti della Federazione dei Verdi di
S A L A N D R A

Ai rappresentanti dell’Alleanza dei Democratici di Centro di
S A L A N D R A

Oggetto: azione amministrativa e rapporti tra le forze del Centrosinistra.

Egregi colleghi,

a distanza di oltre tre anni dalla vittoria della lista di Centrosinistra alle amministrative comunali, il susseguirsi di crisi e verifiche di maggioranza e minoranza, con cadenza quasi quotidiana, hanno determinato un enorme mutamento di rapporti tra cittadinanza e rappresentanza istituzionale. Tutte le organizzazioni partitiche presenti in Consiglio Comunale hanno subito lacerazioni interne tali da rendere impraticabile una corretta azione amministrativa o di opposizione.

La maggioranza eletta nel 2005 nei fatti non esiste più, sgretolatasi giorno dopo giorno di fronte a tematiche sensibili e non marginali. L’Amministrazione Soranno, se da una parte ha recuperato un rapporto con le forze del Centrosinistra precedentemente all’opposizione, ha infatti perso il consenso di parte del PD, della Sinistra Democratica e dei Popolari Uniti. Di fronte a tali stravolgimenti, una riflessione di ampio respiro diventa necessaria.

L’impegno del Circolo cittadino del Partito della Rifondazione Comunista è sempre stato rivolto al dialogo costruttivo con tutte le forze della Sinistra, della società civile e dell’associazionismo, nel tentativo di rilanciare un patto con i cittadini volto alla trasparenza e al rinnovamento.

Nel maggio 2008 elaborammo un documento programmatico di pochi punti ritenuti necessari per il superamento dell’attuale fase di stallo ma le pressioni di poteri più o meno occulti su alcuni gruppi consiliari e la cecità di alcuni dirigenti di partito non hanno permesso di raggiungere i mutamenti ambiti.

La crisi economica in atto nel mondo occidentale, particolarmente devastante in aree depresse come la nostra, sta determinando un impoverimento di grossa parte della popolazione, minacciata da carovita, disoccupazione e limitazione di diritti fondamentali quali l’istruzione pubblica, la sicurezze e la libertà di espressione. In una tale situazione avremmo auspicato il raggiungimento di un’ampia coalizione di sanità pubblica, nel tentativo di contrastare la recessione dal basso.
Nei mesi scorsi più volte abbiamo sollecitato i dirigenti di PD, ADC e Verdi ad aprire una verifica politica con le forze critiche dell’alleanza ed in particolar modo con il nostro circolo, non rappresentato in consiglio comunale( ricordiamo che il PRC di Salandra si è costituito nel 2007). Nonostante i buoni propositi, ad oggi dobbiamo riscontrare con rammarico che le nostre aperture non siano state recepite. I rapporti politici con la maggioranza sono ridotti a colloqui informali con Sindaco e amministratori e a corrispondenze epistolari frutto delle nostre interpellanze consiliari. Viene lecito chiedersi quindi se tutto ciò sia frutto di un tentativo di marginalizzazione del nostro partito, poco incline ad eseguire linee dettate da altri.

La nostra collocazione nel panorama politico locale rimane quindi condizionata dalla propensione al dialogo della maggioranza e dalla sua permeabilità alle nostre istanze.

Fintantoché le Segreterie dei partiti di maggioranza non convocheranno un’assise del Centrosinistra, il Partito della Rifondazione Comunista non potrà sentirsi vincolato da alcun patto e valuterà autonomamente le azioni politiche da sviluppare ed attuare nel prossimo futuro.

Distinti saluti.

Salandra, lì 29 novembre 2008

Nicola SAPONARA
(Segretario di Circolo e componente
della Segreteria Provinciale)

venerdì 28 novembre 2008

Edilizia scolastica: per la sicurezza dell'utenza.

Al Sindaco del Comune di
S A L A N D R A

All’Assessore con delega alla Pubblica Istruzione del Comune di
S A L A N D R A

p.c. al Consiglio Comunale di
S A L A N D R A

Oggetto: Adempimenti normativi in merito ad edilizia scolastica e sicurezza nella scuola.



Il Partito della Rifondazione Comunista di Salandra, contribuendo ad un ampia indagine conoscitiva operata da varie organizzazioni sindacali in merito allo stato dell’edilizia scolastica pubblica,

P R E M E S S O

che secondo il Regolamento dell’Istituto Comprensivo “Ten. Rocco Davia”, la scuola dovrebbe garantire ad alunni e lavoratori operanti in essa un ambiente salubre e sicuro, adeguato anche ad eventuali portatori di handicap;

che i recenti fatti di cronaca hanno riportato alla ribalta la spaventosa ed inaccettabile carenza di sicurezza degli edifici scolastici;

C O N S I D E R A T O

che ai sensi dell’articolo 15 della legge 265/1999, i proprietari degli immobili (comuni e province) avrebbero dovuto mettere a norma gli edifici scolastici entro il 31 dicembre 2004, data successivamente prorogata al 30 giugno 2006(art. 9 del DL 266/2004);

che la legge quadro sull’edilizia scolastica ( L. 23/ 96 ovvero legge Masini ) attribuisce a Comuni e Province la fornitura, costruzione, manutenzione ordinaria e straordinaria ( compresi adeguamenti e messa a norma ) degli edifici adibiti ad uso scolastico;

che la suddetta legge prevede, al fin di migliorare l’edilizia scolastica sul piano nazionale, una partecipazione ad adiuvandum dello Stato attraverso l’assegnazione alle regioni di appositi finanziamenti;

che tali finanziamenti sono erogabili sotto forma di mutui accendibili presso la Cassa di DD. PP. con totale ammortamento a carico dello Stato e vengono attribuiti attraverso piani triennali di programmazione;

che la Finanziaria 2007 ha previsto uno sviluppo d’investimento per la messa in sicurezza ed all’adeguamento a norma delle strutture scolastiche non inferiore a 750 milioni di euro;

che nonostante l’emergenza sicurezza, la Finanziaria 2009 non prevede nessun finanziamento relativo al piano triennale 2010-2012, in totale sprezzo della sicurezza dei nostri figli e dei lavoratori;

che l’art. 7 bis della legge Gelmini prevede un finanziamento di non inferiore al 5% delle risorse destinate alle opere di infrastrutture per le zone sismiche da assegnare alle scuole collocate in quei territori;

che la sicurezza dei luoghi di formazione e lavoro rappresenta un diritto imprescindibile per una società civile;

R I C H I E D E

una informativa completa sullo stato di adeguamento normativo delle strutture adibite ad uso scolastico nel territorio di Salandra, ovvero una specifica evidenziante: possesso di certificato di agibilità statica, possesso di certificato di agibilità sanitaria, possesso di certificato di prevenzione incendi, certificazione di assenza di amianto e radon, dotazione di porte antipanico, scale d’emergenza, impianti elettrici a norma;

che vengano evidenziati eventuali interventi di manutenzione urgente da effettuare sulle suddette strutture;

R I C H I E D E A L T R E S I’

che qualora si riscontrassero situazioni non conformi alle direttive di legge che possano causare pericolo per l’utenza degli stabili dell’Istituto Comprensivo, tale interrogazione venga discussa nel prossimo Consiglio Comunale, al fine di individuare azioni incisive atte a sollecitare le istituzioni competenti in materia a porne rimedio.

Cordiali saluti.

Salandra, lì 28 novembre 2008

Nicola SAPONARA
(Segretario di circolo e
Responsabile provinciale PRC per Scuola e Università)

martedì 19 agosto 2008

Raccolta differenziata: interpellanza del PRC

Al Sindaco del Comune

di S A L A N D R A

All’ Assessore con delega all’ Ambiente e Territorio del Comune

di S A L A N D R A

p.c. al Consiglio Comunale

di S A L A N D R A



Oggetto: Regolamentazione del sistema integrato di raccolta differenziata dei rifiuti urbani ed assimilati nel Comune di Salandra.


Il Partito della Rifondazione Comunista di Salandra, in seguito alle numerose segnalazioni di cittadini, secondo le quali il sistema di raccolta dei rifiuti effettuato dagli operatori ecologici dell’azienda appaltatrice non avviene con differenziazione per tipologia di rifiuto

P R E M E S S O

che l’impegno del PRC nel passato è sempre stato rivolto al dialogo costruttivo con l’attuale maggioranza e con tutte le forze presenti nel panorama consiliare, al fine di un miglioramento della gestione della cosa pubblica;

che le nostre interrogazioni non sono mirate alla propaganda bensì scaturiscono dalla necessità di trasparenza, condizione imprescindibile per un avvicinamento delle istituzioni alla cittadinanza;


C O N S I D E R A T O

che gli obiettivi minimi di raccolta differenziata per l’anno 2008 sono identificati nel 45% del totale smaltito, come previsto dal D. Lgs 152 del 3 aprile 2006;

che i rifiuti prodotti costituiscono una continua emergenza sia a causa delle crescenti quantità prodotte sia per i costi degli impianti finali di conferimento ed in particolare di quelli ove conferita la frazione residua indifferenziata;

che le pubbliche amministrazioni, in base alla normativa vigente, hanno l'obbligo di predisporre ogni azione di prevenzione e riduzione delle quantità di rifiuto e devono svolgere azioni rivolte alla valorizzazione, studio e introduzione di sistemi integrati per favorire il massimo recupero di energia e di risorse; in particolare, i Comuni devono impegnarsi a raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata finalizzata al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero delle frazioni organiche e dei materiali recuperabili riducendo in modo sensibile la quantità dei rifiuti indifferenziati da conferire presso gli impianti di smaltimento definitivo;

che in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo previsto dalle norme di settore, la tassa sulla raccolta rifiuti è destinata ad aumentare, con previsione inoltre di sanzioni per i Comuni che non rispetteranno gli obblighi previsti;

R I C H I E D E

una informativa completa sul contratto stipulato tra il Comune e il gestore della raccolta dei RSU e sul sistema integrato della raccolta differenziata al fine di conoscere per quali tipologie di rifiuti urbani e assimilati il servizio risulti attivo, la percentuale di rifiuti riciclata raggiunta dal nostro Comune e le disposizioni intraprese dall’ Amministrazione al fine di migliorare il servizio.


R I C H I E D E A L T R E S I’

che venga attivato entro il prossimo mese di ottobre il servizio di raccolta dei rifiuti “porta a porta”, in conformità a quanto dichiarato nei mesi scorsi dall’ Assessore Regionale all’Ambiente, Territorio e Politiche della Sostenibilità, Vincenzo Santochirico;

che venga intensificata l’opera di sensibilizzazione alla differenziazione della raccolta dei rifiuti, attraverso incentivi diretti alla selezione, applicando il principio, “più ricicli, più risparmi”;

che tale interpellanza venga inserita come o.d.g nel prossimo Consiglio Comunale, al fine di favorire il confronto e valutare le eventuali proposte che il PRC e quanti altri vogliano far pervenire sull’argomento.


Salandra, lì 19 agosto 2008

Il Segretario di Circolo

NICOLA SAPONARA

venerdì 8 agosto 2008

La finanziaria della Destra: lavoro precario e tagli al welfare.

A pochi mesi dall’insediamento, il nuovo Governo Berlusconi ha gettato via la maschera dell’ipocrisia da campagna elettorale, approvando con voto di fiducia un decreto legge che anticipa la Finanziaria ed evidenzia gli intenti più meschini che questa destra si propone: precarietà lavorativa, monopolio dell’informazione e xenofobia.

Le nuovi norme in materia di lavoro tendono a minare i diritti sindacali: cancellazione dell’obbligo di assunzione del precario da parte del datore di lavoro, aumento da 2 a 6 anni della durata di contratto da apprendistato professionalizzante, taglio di 400 milioni di euro dai fondi accantonati per il rinnovo dei contratti pubblici, la cancellazione della norma che prevede sanzioni nei confronti di quei datori di lavoro che impongono la firma delle dimissioni in concomitanza a quella del contratto( molto diffusa tra le imprese nostrane ). Tutto questo mentre l’Italia risulta il primo paese europeo per numero di morti bianche: lo scorso anno nei cantieri e sui posti di lavoro, sono morti 1.170 operai, il doppio della Francia, il 30% in più di Germania e Spagna.

Nonostante la pressante campagna mediatica sulla sicurezza, le forze di polizia subiranno tagli tali da non permettere il normale svolgimento delle loro attività di prevenzione e controllo del territorio.
Ciò nonostante potremmo “rallegrarci” del fatto che, a decorrere dal 2010, dovremmo essere tutti schedati per mostrare le nostre impronte digitali sulla carta d’identità: una norma aberrante e antidemocratica.

Nel campo sanitario è previsto un piano di razionalizzazione generale, che prevede tra l’altro la riduzione di posti letto nelle aziende ospedaliere. L’abolizione dei ticket sull’assistenza specialistica inoltre, va annoverato tra le propagande in quanto graverà per ben 834 milioni di euro sulle spese regionali, con conseguente aumento della pressione fiscale.

A tutto ciò vanno aggiunti le riduzioni del personale docente nelle scuole, privatizzazioni dei servizi pubblici locali e delle Università, le quali potranno diventare fondazioni di diritto privato e l’attacco alla libertà di stampa attraverso i tagli a piccoli e medi editori ( ma il Corriere, Il Sole 24 ore e La Repubblica sono garantiti …).

Di fronte alla minaccia che incombe su tutte le fasce lavoratrici e disagiate della società, la nostra risposta sarà forte e decisa. L’opposizione delle sinistre ripartirà dal territorio, dalle piazze e dai luoghi di lavoro.

Salandra, lì 8 agosto 2008.

Il Segretario di Circolo
Nicola Saponara