venerdì 28 novembre 2008

Edilizia scolastica: per la sicurezza dell'utenza.

Al Sindaco del Comune di
S A L A N D R A

All’Assessore con delega alla Pubblica Istruzione del Comune di
S A L A N D R A

p.c. al Consiglio Comunale di
S A L A N D R A

Oggetto: Adempimenti normativi in merito ad edilizia scolastica e sicurezza nella scuola.



Il Partito della Rifondazione Comunista di Salandra, contribuendo ad un ampia indagine conoscitiva operata da varie organizzazioni sindacali in merito allo stato dell’edilizia scolastica pubblica,

P R E M E S S O

che secondo il Regolamento dell’Istituto Comprensivo “Ten. Rocco Davia”, la scuola dovrebbe garantire ad alunni e lavoratori operanti in essa un ambiente salubre e sicuro, adeguato anche ad eventuali portatori di handicap;

che i recenti fatti di cronaca hanno riportato alla ribalta la spaventosa ed inaccettabile carenza di sicurezza degli edifici scolastici;

C O N S I D E R A T O

che ai sensi dell’articolo 15 della legge 265/1999, i proprietari degli immobili (comuni e province) avrebbero dovuto mettere a norma gli edifici scolastici entro il 31 dicembre 2004, data successivamente prorogata al 30 giugno 2006(art. 9 del DL 266/2004);

che la legge quadro sull’edilizia scolastica ( L. 23/ 96 ovvero legge Masini ) attribuisce a Comuni e Province la fornitura, costruzione, manutenzione ordinaria e straordinaria ( compresi adeguamenti e messa a norma ) degli edifici adibiti ad uso scolastico;

che la suddetta legge prevede, al fin di migliorare l’edilizia scolastica sul piano nazionale, una partecipazione ad adiuvandum dello Stato attraverso l’assegnazione alle regioni di appositi finanziamenti;

che tali finanziamenti sono erogabili sotto forma di mutui accendibili presso la Cassa di DD. PP. con totale ammortamento a carico dello Stato e vengono attribuiti attraverso piani triennali di programmazione;

che la Finanziaria 2007 ha previsto uno sviluppo d’investimento per la messa in sicurezza ed all’adeguamento a norma delle strutture scolastiche non inferiore a 750 milioni di euro;

che nonostante l’emergenza sicurezza, la Finanziaria 2009 non prevede nessun finanziamento relativo al piano triennale 2010-2012, in totale sprezzo della sicurezza dei nostri figli e dei lavoratori;

che l’art. 7 bis della legge Gelmini prevede un finanziamento di non inferiore al 5% delle risorse destinate alle opere di infrastrutture per le zone sismiche da assegnare alle scuole collocate in quei territori;

che la sicurezza dei luoghi di formazione e lavoro rappresenta un diritto imprescindibile per una società civile;

R I C H I E D E

una informativa completa sullo stato di adeguamento normativo delle strutture adibite ad uso scolastico nel territorio di Salandra, ovvero una specifica evidenziante: possesso di certificato di agibilità statica, possesso di certificato di agibilità sanitaria, possesso di certificato di prevenzione incendi, certificazione di assenza di amianto e radon, dotazione di porte antipanico, scale d’emergenza, impianti elettrici a norma;

che vengano evidenziati eventuali interventi di manutenzione urgente da effettuare sulle suddette strutture;

R I C H I E D E A L T R E S I’

che qualora si riscontrassero situazioni non conformi alle direttive di legge che possano causare pericolo per l’utenza degli stabili dell’Istituto Comprensivo, tale interrogazione venga discussa nel prossimo Consiglio Comunale, al fine di individuare azioni incisive atte a sollecitare le istituzioni competenti in materia a porne rimedio.

Cordiali saluti.

Salandra, lì 28 novembre 2008

Nicola SAPONARA
(Segretario di circolo e
Responsabile provinciale PRC per Scuola e Università)

martedì 19 agosto 2008

Raccolta differenziata: interpellanza del PRC

Al Sindaco del Comune

di S A L A N D R A

All’ Assessore con delega all’ Ambiente e Territorio del Comune

di S A L A N D R A

p.c. al Consiglio Comunale

di S A L A N D R A



Oggetto: Regolamentazione del sistema integrato di raccolta differenziata dei rifiuti urbani ed assimilati nel Comune di Salandra.


Il Partito della Rifondazione Comunista di Salandra, in seguito alle numerose segnalazioni di cittadini, secondo le quali il sistema di raccolta dei rifiuti effettuato dagli operatori ecologici dell’azienda appaltatrice non avviene con differenziazione per tipologia di rifiuto

P R E M E S S O

che l’impegno del PRC nel passato è sempre stato rivolto al dialogo costruttivo con l’attuale maggioranza e con tutte le forze presenti nel panorama consiliare, al fine di un miglioramento della gestione della cosa pubblica;

che le nostre interrogazioni non sono mirate alla propaganda bensì scaturiscono dalla necessità di trasparenza, condizione imprescindibile per un avvicinamento delle istituzioni alla cittadinanza;


C O N S I D E R A T O

che gli obiettivi minimi di raccolta differenziata per l’anno 2008 sono identificati nel 45% del totale smaltito, come previsto dal D. Lgs 152 del 3 aprile 2006;

che i rifiuti prodotti costituiscono una continua emergenza sia a causa delle crescenti quantità prodotte sia per i costi degli impianti finali di conferimento ed in particolare di quelli ove conferita la frazione residua indifferenziata;

che le pubbliche amministrazioni, in base alla normativa vigente, hanno l'obbligo di predisporre ogni azione di prevenzione e riduzione delle quantità di rifiuto e devono svolgere azioni rivolte alla valorizzazione, studio e introduzione di sistemi integrati per favorire il massimo recupero di energia e di risorse; in particolare, i Comuni devono impegnarsi a raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata finalizzata al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero delle frazioni organiche e dei materiali recuperabili riducendo in modo sensibile la quantità dei rifiuti indifferenziati da conferire presso gli impianti di smaltimento definitivo;

che in caso di mancato raggiungimento dell’obiettivo previsto dalle norme di settore, la tassa sulla raccolta rifiuti è destinata ad aumentare, con previsione inoltre di sanzioni per i Comuni che non rispetteranno gli obblighi previsti;

R I C H I E D E

una informativa completa sul contratto stipulato tra il Comune e il gestore della raccolta dei RSU e sul sistema integrato della raccolta differenziata al fine di conoscere per quali tipologie di rifiuti urbani e assimilati il servizio risulti attivo, la percentuale di rifiuti riciclata raggiunta dal nostro Comune e le disposizioni intraprese dall’ Amministrazione al fine di migliorare il servizio.


R I C H I E D E A L T R E S I’

che venga attivato entro il prossimo mese di ottobre il servizio di raccolta dei rifiuti “porta a porta”, in conformità a quanto dichiarato nei mesi scorsi dall’ Assessore Regionale all’Ambiente, Territorio e Politiche della Sostenibilità, Vincenzo Santochirico;

che venga intensificata l’opera di sensibilizzazione alla differenziazione della raccolta dei rifiuti, attraverso incentivi diretti alla selezione, applicando il principio, “più ricicli, più risparmi”;

che tale interpellanza venga inserita come o.d.g nel prossimo Consiglio Comunale, al fine di favorire il confronto e valutare le eventuali proposte che il PRC e quanti altri vogliano far pervenire sull’argomento.


Salandra, lì 19 agosto 2008

Il Segretario di Circolo

NICOLA SAPONARA

venerdì 8 agosto 2008

La finanziaria della Destra: lavoro precario e tagli al welfare.

A pochi mesi dall’insediamento, il nuovo Governo Berlusconi ha gettato via la maschera dell’ipocrisia da campagna elettorale, approvando con voto di fiducia un decreto legge che anticipa la Finanziaria ed evidenzia gli intenti più meschini che questa destra si propone: precarietà lavorativa, monopolio dell’informazione e xenofobia.

Le nuovi norme in materia di lavoro tendono a minare i diritti sindacali: cancellazione dell’obbligo di assunzione del precario da parte del datore di lavoro, aumento da 2 a 6 anni della durata di contratto da apprendistato professionalizzante, taglio di 400 milioni di euro dai fondi accantonati per il rinnovo dei contratti pubblici, la cancellazione della norma che prevede sanzioni nei confronti di quei datori di lavoro che impongono la firma delle dimissioni in concomitanza a quella del contratto( molto diffusa tra le imprese nostrane ). Tutto questo mentre l’Italia risulta il primo paese europeo per numero di morti bianche: lo scorso anno nei cantieri e sui posti di lavoro, sono morti 1.170 operai, il doppio della Francia, il 30% in più di Germania e Spagna.

Nonostante la pressante campagna mediatica sulla sicurezza, le forze di polizia subiranno tagli tali da non permettere il normale svolgimento delle loro attività di prevenzione e controllo del territorio.
Ciò nonostante potremmo “rallegrarci” del fatto che, a decorrere dal 2010, dovremmo essere tutti schedati per mostrare le nostre impronte digitali sulla carta d’identità: una norma aberrante e antidemocratica.

Nel campo sanitario è previsto un piano di razionalizzazione generale, che prevede tra l’altro la riduzione di posti letto nelle aziende ospedaliere. L’abolizione dei ticket sull’assistenza specialistica inoltre, va annoverato tra le propagande in quanto graverà per ben 834 milioni di euro sulle spese regionali, con conseguente aumento della pressione fiscale.

A tutto ciò vanno aggiunti le riduzioni del personale docente nelle scuole, privatizzazioni dei servizi pubblici locali e delle Università, le quali potranno diventare fondazioni di diritto privato e l’attacco alla libertà di stampa attraverso i tagli a piccoli e medi editori ( ma il Corriere, Il Sole 24 ore e La Repubblica sono garantiti …).

Di fronte alla minaccia che incombe su tutte le fasce lavoratrici e disagiate della società, la nostra risposta sarà forte e decisa. L’opposizione delle sinistre ripartirà dal territorio, dalle piazze e dai luoghi di lavoro.

Salandra, lì 8 agosto 2008.

Il Segretario di Circolo
Nicola Saponara

domenica 27 luglio 2008

Documento approvato dalla maggioranza ( 342 voti a favore su 646) della platea congressuale.

Ricominciamo: una svolta a sinistra.


Il Congresso considera chiusa e superata la fase caratterizzata dalla collaborazione organica con il PD nella fallimentare esperienza di governo dell’Unione, dalla presentazione alle elezioni della lista della Sinistra Arcobaleno e dalla sbagliata gestione maggioritaria della direzione del partito.


Il Congresso prende atto
che nessuna delle mozioni poste alla base del VII Congresso nazionale del PRC è stata approvata.


Ritiene necessario e prioritario un forte rilancio culturale, politico e organizzativo del Partito della Rifondazione Comunista.

Respinge la proposta della Costituente di sinistra e qualsiasi ipotesi di superamento o confluenza del PRC in un’altra formazione politica. Il tema dell’unità a sinistra rimane un campo aperto di ricerca e sperimentazione, partendo da questa premessa.

2
Il rilancio del PRC deve essere caratterizzato
in primo luogo da una svolta a sinistra. L’esperienza di governo dell’Unione ha mostrato l’impossibilità, data la linea del PD e i rapporti di forza esistenti, di un accordo organico per il governo del paese.

La sconfitta delle destre populiste
e della politica antioperaia della Confindustria è il nostro obiettivo di fase. A tale fine, la linea neocentrista che caratterizza oggi il Partito Democratico è del tutto inefficace e sarebbe quindi completamente sbagliata la proposta di ricostruzione del centro sinistra; ci ridurrebbe in una collocazione subalterna all’interno di un contesto bipolare.

Al contrario è necessario costruire l’opposizione al governo Berlusconi, intrecciando la questione sociale con quella democratica e morale, in un quadro di autonomia del PRC e di alternatività al progetto strategico del PD.


E’ importante recuperare l’idea che l’opposizione non è una mera collocazione nel quadro politico ma si configura come una fase di ricostruzione, di radicamento e di relazioni sociali, di battaglia culturale e politica. Nella crisi della globalizzazione capitalistica l’alternativa la si costruisce nella lotta sociale e politica contro il governo Berlusconi, i progetti confindustriali e le visioni fondamentaliste e integraliste. Dentro questa prospettiva è indispensabile rafforzare la sinistra di alternativa, avviando una collaborazione fra le diverse soggettività anticapitaliste, comuniste, di sinistra e aggregando le realtà collettive ed individuali che si muovono al di fuori dei partiti politici sui diversi terreni sociali, sindacali e culturali.

3
Il rilancio del PRC parte dalla ripresa dell’iniziativa sociale e politica.
La promozione di lotte, la costruzione di vertenze, la ricostruzione dei legami sociali a partire da forme di mutualità, sono indispensabili al fine di qualificare dal punto di vista dell’utilità sociale il ruolo storico dei comunisti e della sinistra. Così come sono elementi necessari per valutare l’efficacia della nostra presenza nelle istituzioni e per ribadire la nostra alterità e intransigente opposizione rispetto alle degenerazioni della politica. Anche in vista delle prossime elezioni amministrative, ferma restando la piena sovranità dei diversi livelli del partito, anche alla luce dell’importanza assunta dai governi locali nel dispiegarsi di politiche di sussidiarietà, privatizzazione e securitarie, è necessario verificare se gli accordi di governo siano coerenti con gli obiettivi generali che il partito si pone in questa fase.

La lotta contro la manovra economica
antipopolare del governo delle destre, l’opposizione alle iniziative razziste e discriminatorie contro i migranti e i rom, il contrasto ai progetti di attacco al pubblico impiego e alla pubblica amministrazione, l’opposizione alla controriforma della giustizia e la questione morale, rappresentano terreni decisivi di iniziativa, di mobilitazione e di allargamento di un movimento di massa contro le politiche del governo.

E’ quindi necessario, fin da subito, che il nuovo gruppo dirigente
del partito lavori ad ogni possibile forma di coordinamento della sinistra politica, sociale e culturale al fine di mettere in campo la più ampia e forte mobilitazione contro il governo e la Confindustria. In questo quadro è necessario lavorare per la realizzazione di un nuovo 20 ottobre, una grande manifestazione di massa e una campagna politica di autunno che, partendo da quanti diedero vita all’appuntamento dello scorso anno, raccolga nuove forze, in particolare le espressioni di movimento e di lotta. Rientra in questo percorso l’impegno ad organizzare per il prossimo autunno la Conferenza Nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori.

Non è però sufficiente una manifestazione
; la ripresa di una iniziativa di lotta, richiede in primo luogo la messa in campo di una forte iniziativa in difesa delle condizioni di vita e di lavoro delle classi popolari; dalla difesa dei Contratti Nazionali di Lavoro alla questione dei salari e delle pensioni, dalla questione dirimente della lotta alla precarietà all’iniziativa contro la disoccupazione nel Mezzogiorno, dalla lotta per la casa alla difesa e sviluppo del welfare.

E’ centrale la questione del reddito, a partire dalla difesa del potere di acquisto di salari e pensioni che va tutelato anche attraverso un meccanismo di difesa automatica del valore reale delle retribuzioni e dal tema ineludibile del salario sociale.

Si tratta di terreni decisivi per ricostruire l’unità del mondo del lavoro, tra nord e sud, tra lavoratori pubblici e privati, tra italiani e migranti, e per ricomporre le attuali cesure tra lavoratori garantiti e atipici. Si tratta di declinare queste lotte intrecciandole al conflitto di genere ed alle relazioni intergenerazionali. Solo la ripresa del conflitto di classe può evitare che la guerra tra i poveri prenda piede nel nostro paese, sedimentando razzismo e xenofobia.

Pur nel rispetto dell’autonomia del sindacato
, non possiamo che sottolineare la necessità assoluta che vengano superate le logiche concertative che hanno reso impossibile la difesa dei lavoratori e delle fasce a basso reddito. In questo quadro, riaffermando la necessità di una piena autonomia del sindacato da partiti, governo e padronato, auspichiamo la costruzione di una ampia sinistra sindacale che ponga al centro i nodi della democrazia e della ripresa del conflitto. Così come salutiamo positivamente ogni forma di coordinamento e di cooperazione nell’ambito del sindacalismo di base.

Riteniamo opportuno favorire
ogni elemento di conflitto dal basso nei luoghi di lavoro, la rinascita di un protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici, l’emergere di momenti di auto-organizzazione, tutti elementi decisivi affinché la battaglia anticoncertativa assuma una dimensione di massa. In questo quadro è necessario un forte investimento nella costruzione della presenza organizzata del partito nei luoghi di lavoro.

Intrecciati con la questione sociale
in senso stretto, sono cresciuti nel paese importanti movimenti di lotta su temi decisivi quali la laicità dello Stato, la difesa della Costituzione repubblicana e antifascista, il rilancio della scuola e dell’università pubblica, il diritto alla libertà di orientamento sessuale e la lotta contro ogni forma di discriminazione, omofobia, violenza alle donne e attacco alle loro libertà, al diritto di scelta e di decisione sul loro corpo com’è il tentativo di attacco alla 194 e la legge sulla procreazione assistita, la difesa dell’ambiente su questioni che interessano contesti locali ma pongono problemi generali relativi al modello di sviluppo. Basti pensare alle lotte contro la Tav, contro le grandi opere, contro la proliferazione di inceneritori e rigassificatori. Si deve dare un sostegno attivo a questi movimenti lavorando per una ricomposizione dei conflitti in una strategia globale di trasformazione.

Diritti sociali, civili, ambientali sono per noi le diverse facce di uno stesso progetto: l’alternativa di società.

In questo quadro il VII Congresso del PRC ritiene necessario il lancio di una stagione referendaria sulle questioni della precarietà, della democrazia sui luoghi di lavoro, dell’antiproibizionismo, da gestire con il più vasto schieramento possibile.

4
Il PRC, riprendendo il percorso cominciato a Genova
, ribadisce la propria internità al movimento mondiale contro la globalizzazione capitalistica e, in questo quadro, la volontà di intensificare la collaborazione e le relazioni con i partiti comunisti e progressisti, con tutti i movimenti rivoluzionari e le importantissime esperienze latino-americane che si collocano contro le politiche neoliberiste e di guerra, con i popoli in lotta contro l’occupazione militare e per l’autodeterminazione.


In Europa, in particolare,
lavora ad un rafforzamento dell’unità delle forze comuniste e di sinistra alternative al Partito Socialista Europeo, sia nell’ambito del Partito della Sinistra Europea sia in quello del Gruppo Parlamentare Europeo della Sinistra Unitaria Europea-Sinistra Verde Nordica, al quale aderiranno i futuri eletti.


Per questo motivo il Congresso
dà mandato agli organismi dirigenti affinché alle prossime elezioni europee siano presentati il simbolo e la lista di Rifondazione Comunista – SE sulla base del programma che sarà definito nel prossimo autunno. Questa decisione si deve accompagnare alla ricerca di convergenze, in occasione delle elezioni europee, tra forze anticapitaliste, comuniste, di sinistra, sulla base di contenuti contrari al progetto di Trattato di Lisbona e all’impostazione neoliberista e di guerra dell’ Unione Europea. Il Congresso ritiene gravissima qualsiasi manomissione della legge elettorale per le europee e impegna tutto il partito a contrastare questo progetto con il massimo di mobilitazione democratica di massa.


In Italia, in vista del prossimo vertice del G8
, il PRC si deve impegnare, nelle istanze del movimento contro la globalizzazione, a ricostruire lo schieramento di forze politiche e sociali che condusse la mobilitazione contro il G8 di Genova, senza tacere sulle responsabilità del governo Prodi e sull’accondiscendenza del governo Soru nell’individuazione della sede del vertice in Italia alla Maddalena.


Il PRC deve impegnarsi,
nell’ambito del movimento pacifista, in ogni lotta contro le guerre in corso nel mondo, contro la NATO e contro tutte le basi militari straniere, a partire da quella di Vicenza, e deve impegnarsi per il ritiro dei contingenti italiani dai teatri di guerra.

5
Il Congresso ritiene necessario rilanciare il partito
e il progetto strategico della rifondazione comunista ed impegna il nuovo gruppo dirigente a promuovere ed incoraggiare un effettivo e pluralistico dibattito politico e teorico che prosegua nel segno dell’innovazione e della ricerca. In questo quadro, la ricerca sul tema della nonviolenza non riguarda per noi un assoluto metafisico ma una pratica di lotta da agire nel conflitto e nella critica del potere.


E’ parimenti necessario
rilanciare l’indagine sulla morfologia del capitalismo contemporaneo, allargare il lavoro di inchiesta sulla nuova composizione di classe e sulle forme di organizzazione del conflitto.


Il rilancio del partito è impossibile senza la cura del partito stesso.

Il Congresso impegna il nuovo gruppo dirigente a procedere nella riforma del partito, in particolare mettendo in discussione il carattere monosessuato e separato della politica, muovendo dalle indicazioni emerse dalla Conferenza di Organizzazione di Carrara.

E’ necessario impedire ogni degenerazione del partito
in senso leaderistico e plebiscitario ed ogni subordinazione del partito alle rappresentanze istituzionali e ai rapporti verticistici con altre forze politiche.


La gestione unitaria del partito, nel rispetto di eventuali dialettiche interne agli organismi dirigenti a tutti i livelli, deve essere intesa come partecipazione ai processi decisionali e non come mero diritto di critica a decisioni assunte da maggioranze o, peggio ancora, da cerchie ristrette di dirigenti.


La democrazia non è una forma qualsiasi
di funzionamento del partito. Non si deve ridurre alla pura dialettica tra diverse posizioni né confondere in alcun modo con forme plebiscitarie di consenso. Il tesseramento deve essere strumento di partecipazione alla vita del partito, al suo progetto politico e alle sue decisioni. Non deve mai ridursi a strumento burocratico di conta interna. La democrazia necessita di partecipazione libera ed informata alla formazione di decisioni circa gli indirizzi politici di fondo e le scelte più importanti. In questo quadro la democrazia di genere è elemento essenziale della trasformazione della società per un mondo in cui eguaglianza e differenza siano elementi fondativi dell’autocostituzione di soggettività critiche, consapevoli, sessuate.


Gli organismi dirigenti
a tutti i livelli non devono essere retti da una logica elitaria e devono essere fondati sul principio di responsabilità. La rotazione degli incarichi, la non commistione di incarichi di partito con incarichi istituzionali di governo, il rinnovamento costante degli organismi e il superamento del loro carattere monosessuato, l’introduzione di codici etici relativi ai comportamenti connessi ai privilegi sono obiettivi che il Congresso indica come prioritari al nuovo gruppo dirigente.


Il Congresso impegna
infine il nuovo gruppo dirigente a lavorare, con gli strumenti opportuni, al miglioramento della formazione di tutti gli iscritti, dai militanti di base ai dirigenti nazionali”.

Chianciano, 27 Luglio 2008

lunedì 14 luglio 2008

Lettera agli iscritti.

Cari compagni,

il II Congresso cittadino di Rifondazione Comunista, svoltosi il 21 giugno scorso, ha aperto una nuova fase per il nostro circolo. Partendo dalla consapevolezza di non essere riusciti in passato a proporre concretamente un programma credibile di alternativa all’attuale classe dominante e dalla certezza di avere le risorse umane e culturali per poter lavorare nel quotidiano al fianco dei cittadini e dei lavoratori, ci siamo riproposti come attori principali di una fase di rinnovamento politico-culturale della nostra comunità.

In un quadro politico costellato da egoismi di gruppi e singoli, interessati prevalentemente alla spartizione di cariche e poteri vari ( vedasi i continui cambi di maggioranza in Consiglio Comunale), il nostro partito ha ribadito la strada dell’autonomia, del dialogo costruttivo con la società civile. La natura stessa del nostro partito ed in particolare del nostro circolo, è quella di interloquire con i cittadini, lavoratori, giovani, disoccupati e pensionati, per carpirne le esigenze, farle proprie e proporsi come loro garante attraverso atti concreti di progettualità e mutualità.

Il circolo deve diventare centro di proposte e assistenza, recuperando la tradizione propria della sinistra comunista e antagonista. Si è quindi reso ancor più necessario la ricerca di un luogo fisico di ritrovo in cui confrontarsi, pur tenendo conto delle scarse disponibilità economiche di un gruppo composto esclusivamente da pensionati, operai e disoccupati.

I nostri cavalli di battaglia sono stati individuati nel rilancio di politiche che favoriscano l’inserimento nel mondo del lavoro senza intermediari mercenari ( sindacalisti di carriera), progetti nuovi e di qualità che vadano a valorizzare settori da sempre trascurati e veri motori della nostra economia: agroalimentare e turismo. In tal proposito vanno viste le nostre istanze tese a incentivare lo sviluppo delle imprese agricole locali, la pubblicizzazione dei bandi europei per lo sviluppo rurale e la riqualificazione del centro storico. Di non secondaria importanza vanno visti i nostri appelli ad una revisione nei metodi di gestione del personale e dei beni comunali, cercando di ottimizzare le risorse a disposizione, garantendo i diritti al cittadino e cercando di sconfiggere clientelismo ed arroganza di pochi caporali.

La strada intrapresa è costellata di ostacoli ed impone uno sforzo considerevole perché nulla di tutto ciò è realizzabile senza una preventiva opera di formazione che tenda a sradicare la nostra comunità dalla secolare sudditanza ai poteri forti e malavitosi che sfruttano il loro ruolo istituzionale a propri fini e come strumento di minaccia verso i più deboli.

La passione delle nostre idee e l’amore per Salandra ci impongono di provarci ed è ciò che faremo con il vostro contributo.