venerdì 27 novembre 2009

Federazione della Sinistra(Prc-Pdci-Soc 2000-Lavoro e Solidarietà) : Elezioni, andremo con nostre liste

Dichiarazione di Gianluigi Pegolo (Prc-Se), Pino Sgobio (Pdci), Giovanni Vigilante (Socialismo 2000), Fulvio Perini (Lavoro-Solidarietà)

La Federazione della sinistra, promossa dal Partito della Rifondazione comunista, dal Partito dei Comunisti Italiani, da Socialismo 2000 e da Lavoro e solidarietà, presenterà liste proprie in tutte le regioni chiamate al voto, con il proprio simbolo. La Federazione intende avviare un percorso di confronto con le altre forze del centro-sinistra, nell’auspicio di raggiungere intese organiche o circoscritte, al fine di dare alle regioni governi progressisti in grado di rispondere alle esigenze sociali, battere le destre e rafforzare la tenuta democratica. Se non ve ne saranno le condizioni sceglierà una collocazione autonoma, costituendo poli alternativi. Il confronto e le eventuali alleanze saranno fondati su due discriminanti: 1) Il profilo etico, con la scelta, in primo luogo, di un personale politico non compromesso con pratiche illecite, che si faccia garante di un processo di risanamento della vita pubblica; 2)I contenuti programmatici, ad iniziare da un massiccio intervento contro gli effetti della crisi, a difesa dell’occupazione, per il superamento del precariato e a sostegno del reddito dei licenziati e dei non occupati. Ulteriori elementi caratterizzanti dovranno essere la difesa del welfare, a partire dalla sanità pubblica, la valorizzazione del diritto allo studio e il contrasto alle privatizzazioni dei servizi pubblici locali, rivendicando il carattere di bene comune dell’acqua e la necessità di perseguirne la ripubblicizzazione. La tutela e la valorizzazione dell’ambiente dovrà esplicarsi attraverso un netto rifiuto alle centrali nucleari, incentivando la raccolta differenziata anziché l’incenerimento dei rifiuti, promuovendo il riuso e la riqualificazione del patrimonio edilizio esistente. La Federazione della sinistra aprirà un confronto con le forze di movimento impegnate sui temi democratici, sociali ed ambientali e darà massima apertura alle proprie liste al fine di consentire una rappresentanza forte, ricca e plurale alle istanze sociali e politiche che convergano sui contenuti richiamati. L’eventuale partecipazione di esponenti della Federazione alle primarie è subordinata alla stipula di accordi politico/programmatici con le altre forze della coalizione, in assenza dei quali è esclusa la partecipazione.

Simonetti, Prc: a rischio un bene pubblico, mozione su acqua

“Nelle ultime settimane, com’è noto, è stato attuato un vero e proprio attacco ad un bene pubblico quale la risorsa idrica. Le decisioni assunte a livello nazionale di privatizzare la gestione delle acque rappresentano un evidente tentativo anche di aumentare le tariffe. Abbiamo apprezzato gli orientamenti regionali i quali ribadiscono che, in Basilicata, la gestione delle risorse idriche, per uso plurimo, deve rimanere pubblica”. Ad affermarlo è la presidente del gruppo regionale del Prc in Consiglio regionale, Emilia Simonetti.

“In questo quadro – informa Simonetti - abbiamo presentato una mozione che vuole consolidare la suddetta posizione. Per quanto concerne il settore delle acque minerali, anch’esse risorsa pubblica che, attualmente, in Basilicata è in concessione ad imprese private, si sono manifestate, nelle ultime settimane, vendite delle concessioni, a suo tempo rilasciate ad altri soggetti privati, persino quotati in borsa. Il commercio delle concessioni, rese possibili dalle deregolamentazioni attuate nell’ultima seduta della legislatura 2000/2005, nella quale si approvò la legge sul commercio delle acque minerali della regione, che ha prodotto gravi danni, non solo per quanto concerne i mancati introiti alla Regione, ma anche per quanto riguarda i livelli occupazionali del settore. Gli impegni assunti l’anno scorso – continua Simonetti - in particolare dall’assessore all’Ambiente di ripristinare le norme di garanzia sulla gestione delle concessioni e, soprattutto, l’adeguamento ai parametri nazionali dei canoni, non sono stati ancora mantenuti. Ciò procura, anche, una disinvolta gestione dei bilanci di talune aziende concessionarie dove il passivo è all’ordine del giorno, nonostante i profitti che si manifestano nel settore delle acque minerali. Infatti, è noto, le entrate per tali imprese superano alcune centinaia di milioni di euro”.

“Chiediamo, quindi – dichiara Emilia Simonetti - anche alla luce di quanto sta accadendo alla Gaudianello, trattative di cessione e attacco ai livelli occupazionali, un immediato intervento della Giunta regionale per rispettare gli impegni assunti rispetto alle concessioni e all’adeguamento dei canoni ai parametri medi nazionali oltre al mantenimento dei livelli occupazionali. In ogni caso, interverremo in sede di definizione della Finanziaria regionale per affrontare la questione. Ribadiamo che le risorse provenienti dai canoni sulle acque minerali, sostengono i progetti di disinquinamento dell’area di estrazione. Inoltre – conclude Simonetti - sarebbe opportuno che le autorità competenti in materia di controllo dei bilanci delle società che operano nel settore delle acque minerali, affrontassero con forza il tema relativo alle effettive vendite ed alle entrate e alle presunte passività messe a bilancio”.

Fantozzi, Prc: Eutelia, Rifondazione in prima fila con i lavoratori. Proprietà diventi pubblica

Dichiarazione di Roberta Fantozzi, responsabile Welfare del Prc-Se ed esponente della segreteria nazionale del Prc.

Rifondazione comunista è presente da ore davanti Palazzo Chigi, partecipa e sostiene la lotta dei lavoratori del gruppo Eutelia che chiedono di salvare i loro posti di lavoro di fronte a una proprietà che si comporta in maniera banditesca, persegue interessi speculativi e che ha minacciato i lavoratori. L'unica soluzione possibile è estromettere l'attuale proprietà del gruppo Eutelia, ecco perché appoggiamo la richiesta delle organizzazioni sindacali di nominare un commissario straordinario che garantisca le attività e il futuro produttivo dell'azienda. Un'azienda che ha un elevata professionalità ed opera in un settore strategico per il Paese. Ecco perché chiediamo anche che anche gli Enti pubblici che hanno commesse nei confronti di Eutelia le mantengano e che il commissario straordinario prenda in considerazione l'ipotesi dell'acquisizione pubblica di un gruppo che lavora soprattutto per enti pubblici. Infine, Rifondazione comunista esprime tutta la propria solidarietà al giornalista di Rai Educational Ruffo, che ha ricevuto diverse minacce di morte per aver osato raccontare l'aggressione della proprietà ai lavoratori di Eutelia.

Alcoa, l'energia degli operai, le manganellate del governo

da Liberazione, 27 novembre 2009, pag. 2

di Cecchino Antonini

Volevano solo sfiorare l'ambasciata americana che intravedevano lungo il percorso del corteo. L'azienda che li ha spremuti e vorrebbe sbatterli in mezzo a una strada, infatti, è una multinazionale Usa. Ma quando hanno provato svoltare su via Bissolati la polizia "è impazzita, come giovedì", racconta un giovane operaio di Portovesme. E insiste a dire "la polizia, non i carabinieri o la guardia di finanza, con quelli mangiamo insieme". L'eroe del giorno sembra essere il funzionario di polizia che ha dato il via alle danze quando ha spaccato la radio d'ordinanza in testa a un delegato Cisl che provava ad allentare la tensione degli operai. "Un poliziotto ha anche perso la pistola, è rimasta a terra per lunghi istanti- continua il racconto- nessuno voleva raccoglierla per paura di prendersi una revolverata. Poi un altro delegato l'ha presa e riconsegnata all'agente che l'aveva perduta. Mica siamo terroristi!" Non sono terroristi, ma per ciascuno di loro, a Piazza Barberini, ci sarà un robocop in tenuta antisommossa. Dopo la carica i 500 operai Alcoa, per la maggioranza sardi il resto veneti di una fabbrica sorella, aspetteranno per sei ore l'esito della trattativa al ministero delle attività produttive. Scojola non c'è, ma era scontato. Tra loro bandiere di Rifondazione( tra i contusi anche il responsabile del "partito sociale", Piobbichi) e del Pcl, tutti i 23 sindaci dell'Iglesiente. Si faranno vedere Di Pietro e Epifani, Ferrando, arriva la solidarietà dall'Eutelia e da Paolo Ferrero, segretario Prc: " Perché agli operai si risponde solo con i manganelli?"

Intrappolati dalla blindatura della piazza, gli operai iniziano a battere i caschi sul selciato e poi sul bronzo della "Continuacion" di Jimenez Deredia, la statua ultramoderna che fronteggia il Tritone di Bernini. Un giovanissimo operaio si arrampica sulla testa della Continuacion, passamontagna in volto a segnare l'invisibilità operaia in questa crisi globale. I più giovani, specialmente, non ci stanno ad aspettare dentro l'assedio l'esito di una trattativa in ritardo e falsata in partenza dalla mossa a sorpresa della multinazionale. L'Alcoa, ieri sera, ha annunciato la cassa integrazione straordinaria che, per quel tipo di lavorazioni, vuol dire l'anticamera della chiusura. La memoria degli ultimi quindici anni, nel Sulcis come a Marghera, è un rosario di nomi di fabbriche chiuse. Molti si leggono ancora sui caschi che sbattono all'unisono sul selciato. Troppi pennarelli hanno aggiunto il prefisso "Ex" accanto a quei nomi. A Fusina, Marghera, la terra intorno alla fabbrica, si dice, è già stata venduta. Fa gola all'Enel con quel prezioso sbocco sul porto. Il 25% dei forni sono stati chiusi col metallo dentro ancora da aspirare. I veneziani sembrano i più scettici. La multinazionale, in 13 anni, ha venduto, delocalizzato, chiuso. Le maestranze si sento immischiati in affari poco chiari se è vero che le lamiere delle centrifughe iraniane per l'arricchimento dell'uranio pare che provengano da una multinazionale Usa che opera in Italia.

I ragazzi, intanto, provano a forzare l'assedio verso via del Tritone: "Che c'entra la Polizia?!-si sente urlare- Noi non ce l'abbiamo con la città di Roma! Che ci state a fare?". Un dirigente di piazza prova a fermare i suoi uomini in borghese che provocano apertamente i manifestanti, i carabinieri si schierano dal lato del cinema. Volano un paio di sedie d'alluminio di un "kebabbaro". Chissà se è lo stesso alluminio che producono questi operai per mille euro al mese, chi fa i turni arriva a milleduecento.

"Il tempo della riconversione nel Sulcis è scaduto- spiega un lavoratore con la barba già grigia- la lobby del primario ha imposto lavorazioni ad alto impatto ambientale. Il nostro territorio è una pattumiera". E' lo stesso territorio dove i minatori, più di un decennio fa, gridavano "meglio sotto terra che senza lavoro in un'Italia di merda". Riprende uno dei più giovani, 25 anni, da sei all'Alcoa, occupata da lunedì: "Lo sappiamo tutti che sono fabbriche di veleni ma dopo la chiusura delle miniere ci restano solo queste e se chiudiamo noi è la disperazione per tutto il territorio". Dopo la chiusura di Otefal e Euralluminia, Portovesme occupa 586 tute blu più 500 lavoratori degli appalti, ma con l'indotto si arriva a più di seimila. In una pausa della trattativa, un dirigente Fiom nazionale spiega che il governo non ha un'idea di politica industriale e l'azienda dopo la decadenza delle agevolazioni tariffarie, tiene in ostaggio gli operai. Per questo lo slogan più gridato era di una sola parola: "Energia!"

Quando ormai è buoi arrivano le notizie dalla trattativa condotta dal bresciano Saglia, sottosegretario di osservanza ciellina: tutto rinviato al 9 ma Alcoa ritira la richiesta di Cigs. Intanto il governo dovrebbe impegnarsi a trovare una soluzione sul prezzo dell'energia per aggirare le procedure di infrazione imposte dall'Ue agli "aiuti di Stato".

giovedì 26 novembre 2009

Diritto allo studio e Ardsu: il Prc chiede trasparenza

“Un giorno si è a favore del diritto allo studio, il giorno dopo si lasciano gli studenti a dormire in piazza sotto una tenda canadese: è questo che la classe dirigente lucana – quella che occupa le poltrone della massima istituzione regionale – mette in atto. Se non ci fosse da piangere ci sentiremmo catapultati all'interno di un teatro dell'assurdo o in una commedia pirandelliana in cui si può essere 'uno, nessuno e centomila'. Ancora una storia di sfratti in questa famosa e fumosa cittadina: ad essere stati 'sfrattati' sono studenti universitari che, a causa dell'incuria in cui versavano le abitazioni di rione Francioso loro assegnate dall'Ardsu – presenza di topi – sono stati buttati fuori. Incuria, perchè di questo parliamo quando parliamo della presenza di topi... incuria del patrimonio immobiliare pubblico ma anche delle condizioni di salute – che senza se e senza ma dovrebbero essere garantite – di giovani studenti e studentesse. Incuria, a dispetto dei milioni di euro spesi annualmente da quell'ente preposto, tra l'altro, proprio alla tutela dello abitare degli studenti”.E’ quanto afferma in un comunicato la segreteria regionale di Rifondazione Comunista.
“Non va meglio – prosegue la nota - quando quell'ente prova a tracciare la soluzione, perchè – come hanno denunciato gli stessi studenti – gli appartamenti presi in affitto dall'Ardsu in via della Pineta in realtà risultano essere non idonei, in quanto trattasi di strutture la cui destinazione d'uso è quella di 'uffici'. Abbiamo oggi più che mai la necessità di conoscere fino in fondo il poco trasparente operato dell'Ardsu e della sua Presidenta Anna Fulgione. Così poco trasparente che la Regione Basilicata – a cui l'ente deve rispondere – sembra abbia istituito una commissione d'inchiesta della quale poco si sa. È arrivato il momento di scoprire le carte: siano resi innanzitutto pubbliche tanto la costituzione di quella commissione quanto le sue conclusioni. Così come si renda immediatamente pubblica l'intera attività condotta dall'Ardsu in questi anni. I silenzi non sono oltre tollerabili, come non è tollerabile la permanenza alla presidenza della dr.ssa Fulgione”.
È arrivato il momento, per la Giunta e per il Consiglio regionali, - sottolinea la segreteria regionale del Prc - di rompere il silenzio che gravita intorno ad un ente che si è, negli anni, trasformato da ente di diritti ad ente di affari. Si commissari individuando figure esterne alle commistioni politico-affaristiche che da troppi anni si aggirano intorno alla pubblica amministrazione e si decida, una volta per tutte, se si vuole stare con quella parte di popolazione che, tra mille disagi, prova ad innalzare la propria formazione culturale, o se si sta con chi pensa che il pubblico sia una facile strada verso l'affarismo e il particolarismo. E, soprattutto, siano date immediate risposte a quegli studenti che a oggi sono senza residenza”.